
“L’industria piacentina mantiene, nel complesso, una dinamica positiva nel primo semestre 2024, pur con un ridimensionamento rispetto al periodo precedente, esito di un fisiologico riassetto su un percorso di consolidamento della crescita. Rimangono vivaci i dati dell’export e dell’occupazione, con variazioni tra settori. Anche le previsioni formulate per il secondo semestre confermano il dato positivo”.
Questo è in sintesi il quadro che emerge dai numeri della consueta Indagine Congiunturale, che rileva presso le aziende manifatturiere associate a Confindustria Piacenza la variazione tendenziale dei principali indicatori nel primo semestre 2024 e le previsioni congiunturali del secondo semestre 2024. I punti salienti dell’indagine sono stati illustrati da Giulia Silva dell’Ufficio Economico e commentati dal presidente Nicola Parenti e dal direttore Luca Groppi.
In particolare, nella prima parte della relazione, emerge che il fatturato per l’intero comparto manifatturiero è cresciuto del +2,42%, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, trainato ancora una volta dalle vendite all’estero (+11,66%). Queste registrano numeri nettamente migliori rispetto a quelli relativi al fatturato interno, sostanzialmente fermo (+0,53%). La meccanica però torna in calo (-2,14%). Si nota quindi che i valori complessivi mordono il freno, scendendo via via dallo straordinario +17% al +7,8% e poi ancora più in basso.
Buone notizie dal fronte dell’occupazione: Giulia Silva fa infatti notare che si conferma la tendenza degli ultimi tre anni registrando un ulteriore incremento del +2,40%. La performance migliore risulta quella del settore alimentare che registra ancora valori importanti (+28%). Valori negativi invece per la meccanica e materiali edili.
Risulta evidente che ci troviamo di fronte ad un processo di normalizzazione seguito al rimbalzo verificatosi dopo gli anni del Covid: a sottolinearlo è il presidente di Confindustria Piacenza Nicola Parenti durante il primo confronto con la stampa dopo la sua elezione.
Il suo commento sottolinea l’efficienza del sistema Piacenza: “Usciamo da una crescita eccezionale legata alla ripresa post pandemica. A seguire un consolidamento con valori più contenuti. A gonfiare i fatturati aveva contribuito l’inflazione, oggi scesa fino a normalizzare l’andamento dei prezzi sgonfiando così l’effetto inflattivo.
Il tessuto piacentino ha tenuto molto bene, meglio di altri territori. Consideriamo la situazione generale di grande incertezza in cui ci troviamo a causa delle guerre che stanno minando gli equilibri geopolitici causando forti tensioni. Poi, i tassi di interesse ancora molto alti ed il perdurare dell’assenza dei decreti attuativi di industria 5.0, sistema di incentivi per imprese che investono nel green e nel digitale, stanno bloccando gli investimenti che possano far ripartire l’economia. Così non è stato per Industria 4.0, piano divenuto subito operativo. Invece la transizione ecologica, pur giusta, richiede tempi troppo rapidi a cui non siamo pronti ed accelerare non si può: in questo caso mancano le infrastrutture.
Nonostante tutto ciò Piacenza regge – fa notare Nicola Parenti con molta prudenza – speriamo che non si torni a scendere. Dobbiamo riconoscere la capacità delle nostre aziende nel difendere le proprie nicchie di mercato con operosità, grande specializzazione e vocazione all’internazionalizzazione, ottenendo in questo modo maggior dinamismo sui mercati esteri.
Cresce infatti l’export nel settore alimentare e nella meccanica, nonostante soffra invece sul mercato interno, condizionata com’è dall’automotive.
Il Pnrr e le infrastrutture sorreggono la forte crescita del settore edile dopo lunghi anni di sofferenza, mentre la filiera dell’oil and gas vive un buon momento grazie anche agli importanti investimenti che sono stati fatti.”.
Il presidente ha poi insistito nel sottolineare come le “aperture al mondo” siano la strada che Confindustria intende percorrere soprattutto dopo l’incontro con la delegazione del Camerun: a seguire Marocco e Giappone dove è in programma anche la partecipazione ad un evento fieristico.
Dalle parole di Parenti emerge grande prudenza ed un cauto ottimismo perché, come ha sottolineato: “Un imprenditore deve essere necessariamente ottimista”. Il mercato tedesco non sta tirando ed anche per questo Parenti ha parole di ottimismo: “La Germania è sempre stata un Paese importante per la nostra economia, avendo però mezzi e risorse riprenderà sicuramente la sua naturale funzione di traino anche per il nostro territorio. Per fortuna negli Usa la situazione è decisamente migliore, nel periodo elettorale si tende sempre a consumare ed investire maggiormente”.
All’ottimismo di Nicola Parenti viene in soccorso l’indagine di Giulia Silva, che conferma: “Le previsioni sono positive, gli imprenditori prevedono un aumento di fatturato: solo il 22% prevede una diminuzione del fatturato, il 40% prevede sostanzialmente valori invariati, mentre il 38% attende un aumento. Si conferma inoltre il fatto che il 42% degli intervistati spiega il possibile aumento frutto delle esportazioni.
Più prudente la previsione che interessa l’occupazione: il 14% degli imprenditori prevedono una diminuzione, il 62% ritengono che resti invariata, mentre ed il 24% che aumenti.
In prospettiva futura, durante l’incontro si è parlato delle opportunità emerse all’ultimo Mipim di Cannes a cui ha partecipato Confindustria Piacenza. Il direttore Luca Groppi ha illustrato lo stato dei lavori: “Ci hanno contattato alcuni fondi di investimento e tra questi qualcuno ha fatto già dei sopraluoghi sul nostro territorio. È importante sapersi presentare uniti ed avere obbiettivi condivisi, su cui Fondazione di Piacenza e Vigevano, sistema delle banche, sindacati e tutte le associazioni di categoria sappiano remare nella stessa direzione. I filoni sono due: uno riguarda l’aspetto abitativo per gli studenti che frequentano le nostre università, una ricetta imprescindibile per il nostro territorio; l’altro filone considerato è quello di una manifattura che investa qui, ad alto valore aggiunto e tesa alla riqualificazione di immobili ed aree”. Riferimento chiaro a Santa Chiara, ex Ospedale militare, ex Camuzzi, Manifattura Tabacchi. Il presidente Nicola Parenti aggiunge che vi sarebbe già chi ha deciso di investire nel settore della meccanica.




