LETTERA – Intervento di recupero e riuso dell’ex scuderia di Maria Luigia e progetto unitario della piazze Cittadella e Casali

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Pubblichiamo lettera giunta in redazione di Stefano Benedetti

La dura nota del PD locale pubblicata su Libertà del 9 agosto scorso polemizzava con le opinioni
pubblicamente espresse da cittadini e Associazioni contro il progetto comunale di recupero e riuso
dell’ex scuderia di Maria Luigia, definendole tardive e strumentali.
Successivamente l’Assessora Fantini su Libertà del 19 agosto affermava che il progetto comunale
che prevede la demolizione del mercato rionale di piazza Casali e il suo trasferimento nell’ex
scuderia è una rigenerazione con finalità culturali, coerente con la filosofia che caratterizza gli interventi
di “metamorfosi” attuati in luoghi e architetture europei di particolare valore storico o monumentale.
Le accuse della nota PD sono fuori luogo perché le numerose manifestazioni pubbliche di contrarietà
a questo progetto non sono né tardive né strumentali.
Non sono tardive perché le critiche argomentate e le proposte alternative a questo progetto sono
state espresse e più volte ribadite fin dal momento in cui l’Amministrazione lo ha reso noto,
dopo aver abbandonato di fatto l’ipotesi di demolire e ricostruire in sito il mercato rionale di
piazza Casali.
Non sono politiche e tanto meno strumentali ma sono di natura culturale e ambientale.
Riguardano l’uso che il Comune vuole fare dell’ex scuderia, nonché il repentino abbattimento degli
alberi eseguito non appena si è diffusa la notizia dell’inizio di una nuova raccolta di firme contrarie
al taglio. Evidentemente la Giunta temeva una reazione di massa dell’opinione pubblica
paragonabile a quella avvenuta nell’estate 2024 in occasione del taglio degli alberi di piazza Cittadella
e, per meglio proteggere il cantiere dell’ex scuderia, ha fatto erigere una recinzione corazzata.
A proposito della demolizione del mercato rionale di piazza Casali e del suo trasferimento nell’ex
scuderia, sintetizzo qui alcune questioni a mio giudizio ineludibili nella predisposizione e realizzazione
di questo progetto.
Non è vero che l’attuale mercato rionale è fatiscente come qualcuno ha scritto; è stato sottoposto
a manutenzione straordinaria in anni recenti; è in buono stato di conservazione ed è perfettamente
funzionante.
Fino a tre anni fa il Comune aveva un progetto diverso, fra l’altro inserito nel bando periferie: demolire
il mercato coperto per ricostruirlo traslato di qualche metro allo scopo di creare una piazzetta
e render meglio visibile la parte absidale dell’ex chiesa del Carmine.
L’attuale progetto comunale di sistemazione di piazza Casali prevede che questa sia piantumata
con 46 alberi che, in contrasto con l’obiettivo di liberare la vista dell’ex chiesa del Carmine, la
nasconderanno completamente e non miglioreranno in nessun modo il microclima di piazza Cittadella
quando sarà diventata il coperchio pavimentato, completamente esposto al sole, del
parcheggio interrato.
La collocazione dei banchi e degli impianti del mercato rionale nella scuderia a mio avviso è sbagliata
perché arredi e strutture impediranno la percezione e la fruizione di questo ambiente nella
sua integrità.
Qualunque nuovo uso della scuderia deve rispettarne sia il valore storico, mediante un intervento
di restauro, sia quello architettonico e d’uso scegliendo funzioni compatibili con le caratteristiche
dello spazio interno. La presenza dei banchi e dei relativi accessori per la vendita e somministrazione
di alimenti e bevande nella navata centrale impedirà la visione e la fruizione dell’ambiente
nella sua interezza. L’impianto basilicale sarà cancellato. L’organizzazione spaziale sarà quella di
un centro commerciale con banchi centrali e percorsi laterali, geometricamente possibile, ma incompatibile
con la valorizzazione degli elementi architettonici e dello spazio unitario che hanno
dato forma alla scuderia e ne rendono riconoscibile la funzione originale. Nel progetto tali elementi
architettonici scompaiono o risultano subalterni ai nuovi arredi.
L’apprezzamento dell’Assessora Fantini verso le nuove forme e trasformazioni d’uso introdotte
da rinomati architetti in ambienti storici appartiene alla sfera del gusto e della cultura personale.
A volte tali interventi hanno prodotto risultati pregevoli, altre volte hanno assunto dimensioni,
conformazioni e canoni estetici dominanti rispetto alle architetture e agli spazi storici alterando
le proporzioni, gli usi e i valori artistici di quella parte di città e cancellando la memoria della
sua formazione.
Nel nostro contesto la legge stabilisce che: è compito del Comune definire le regole generali
delle trasformazioni urbane nella città storica, regole che non devono essere inventate volta per
volta, ma pensate e scritte prima di progettare e che devono valere in tutta la città. Le regole generali
sono finalizzate alla conservazione degli elementi identitari e degli usi che hanno formato o
sono compatibili con la città storica ; possono ovviamente essere corrette in modo motivato, ma
non sotto forma di deroghe caso per caso, bensì di integrazioni delle norme generali vigenti.
A giudizio mio e di altri cittadini che condividono queste valutazioni la vocazione dell’ex scuderia,
semplice ma pregevole architettura è, per la sua posizione a fianco del museo di palazzo Farnese
e per la conformazione a basilica, quella di spazio museale-espositivo, auditorium; ritengo
inoltre che la soluzione più funzionale e rispettosa dei valori storici e urbani delle piazze Cittadella
e Casali sia:
conservare il mercato rionale esistente eliminando i due corpi aggiunti laterali;
spostarlo nell’edificio militare frontistante in piazza Casali quando il 2° Reggimento Pontieri sarà
trasferito, come previsto, nei nuovi edifici appositamente costruiti e ristrutturati nell’ex caserma
Artale di via Emilia Pavese;
predisporre, in ottemperanza alle direttive della Soprintendenza mai rispettate dal Comune, un
progetto unitario delle due piazze; la mia opinione è che la scelta migliore sarebbe trasformarle in
un unico giardino, con la duplice funzione di zona di rispetto e valorizzazione delle architetture
storiche e di spazio verde accogliente, paesaggisticamente piacevole e fruibile da parte di residenti,
studenti e turisti, rinunciando alla costruzione del parcheggio sotterraneo di piazza Cittadella
e recuperando come parcheggio pubblico l’autosilo abbandonato di via X Giugno.
Dal 2008 le Amministrazioni Comunali hanno spesso cambiato i propri progetti riguardanti le due
piazze, in alcuni casi chiedendo anche variazioni del bando periferie che li finanziava. Dunque
rivedere le decisioni è possibile.
Gli interventi su una delle più importanti piazze storiche di Piacenza non possono essere eseguiti
con atti autoritari e sbrigativi ma richiedono ragionevolezza, approfondimenti tecnici, storici, e
consultazioni pubbliche che sono stati carenti o elusi, come, per esempio, le indagini georadar
più volte sollecitate da cittadini, Comitati e Associazioni necessarie per accertare la presenza nel
sottosuolo di strutture antiche o di condutture. Non farle è una decisione gravemente irresponsabile.
Riaprire un confronto con la cittadinanza su una questione di tanto rilevante interesse pubblico
sarebbe una dimostrazione di democrazia e di volontà di cura della città.
22-8-2025

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