Le famiglie numerose chiedono più equità
Dionedi: “In Italia manca la giusta attenzione”

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Family running together in field‘Perché un single ha vantaggi fiscali maggiori di una famiglia con figli a carico?’: è il quesito che l’Associazione famiglie numerose pone ai rappresentanti del mondo politico, chiedendo l’inserimento della composizione del nucleo familiare nell’applicazione delle aliquote fiscali e nel calcolo delle tariffe per le utenze domestiche.
Coordinata dal 2005 da Carlo Dionedi, l’Associazione famiglie numerose di Piacenza festeggia il prossimo 23 novembre dieci anni di attività e si prepara al rinnovo del direttivo con un incontro presso l’oratorio della SS Trinità, alle ore 21. ‘Durante la serata tracceremo un piccolo bilancio sui risultati ottenuti in questi dieci anni di attività e sulle difficoltà con le quali ci scontriamo ogni giorno’, afferma Dionedi, che insieme alla moglie Lorena è anche vicepresidente dell’Associazione nazionale famiglie numerose: ‘Purtroppo – affermano – in Italia manca quell’attenzione alla famiglia che in altri Paesi europei – come ad esempio la Francia –  è invece più marcata. Ci sentiamo penalizzati e chiediamo più equità’’. A Piacenza sono 160 i nuclei familiari con più di quattro figli che aderiscono all’Associazione e che ogni giorno devono affrontare numerose difficoltà, a cominciare dalle tariffe per le utenze domestiche e dai ticket sanitari: ‘Le tariffe di luce, acqua e gas in Italia sono gravemente inique perché strutturate in modo tale da penalizzare il consumo crescente considerandolo ‘spreco’, senza considerare il numero dei fruitori di tale servizio. Paradossalmente – spiega Dionedi – pagheremmo di meno se avessimo un contatore per ogni componente familiare’.  Le famiglie numerose piacentine chiedono anche di rivedere l’esenzione del ticket sanitario (prevista per i redditi inferiori ai 36mila euro): ‘Ad oggi tale esenzione non tiene in considerazione il numero di figli a carico e costringe molte famiglie – anche a Piacenza – a non curarsi adeguatamente’, evidenzia Dionedi. L’Associazione nazionale famiglie numerose critica anche il metodo di calcolo degli addizionali comunali e regionali e i criteri di ottenimento del ‘bonus degli 80 euro’ (applicabile ai redditi fino ai 24mila euro): ‘In entrambi i casi non viene presa in considerazione la composizione del nucleo familiare’, sottolinea Dionedi che ricorda: ‘Due anni fa –  insieme al direttivo dell’Associazione nazionale famiglie numerose – abbiamo incontrato il sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti, il quale ha concordato con noi sulla necessità di modificare i criteri di assegnazione del bonus Irpef da 80 euro. Ad oggi, però, ancora nulla è stato fatto’. Altro punto critico sono gli assegni familiari: ‘Sono i più bassi d’Europa, motivo per cui chiediamo al governo di rivedere le tabelle e di elevare l’età di corresponsione (dai 21 ai 26 anni) in ordine ai cicli di studio intrapresi. Solo così – conclude Dionedi – la famiglia può riconquistare quel ruolo centrale in società, che oggi – troppo spesso – non le viene riconosciuto’.

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