
Una scuola di lingua e cultura rumena nel cuore della città. L’associazione italo-rumena “Cuore Ets” in collaborazione con la parrocchia ortodossa rumena di San Sepolcro ha vinto un bando grazie al quale riceverà finanziamenti direttamente dallo Stato rumeno.
Nel paese est-europeo esiste un ministero dedicato alla diaspora dei propri cittadini nel mondo. Quest’ultimo ha lanciato un progetto che mira alla conservazione e alla diffusione dell’identità nazionale rumena all’Estero.
Con oltre 6 mila residenti, i Rumeni a Piacenza e Provincia rappresentano la prima comunità straniera del territorio. Sono strutturati intorno alla chiesa di San Sepolcro in via Campagna, la parrocchia dei Rumeni di Piacenza. L’edificio merita una menzione particolare: è una chiesa rinascimentale progettata da Alessio Tramello successivamente sconsacrata in epoca napoleonica. Da febbraio 2021, grazie ad un accordo con il Comune, è a tutti gli effetti una delle 240 parrocchie della Chiesa Ortodossa Rumena sparse sul territorio italiano. A officiare la messa domenicale c’è Padre Yurie Ursachi, pope ortodosso che risponde alla gerarchia ecclesiale di Bucarest.
Negli spazi della casa parrocchiale di San Sepolcro sorge la nuova scuola rumena che conta, nell’anno scolastico in corso, 93 iscritti. Bambini e ragazzi dai 6 ai 17 anni si ritrovano 2 volte a settimana al venerdì sera, dalle 18:30 alle 20:30, e ogni domenica, dalle 9 alle 12, in aula con 4 maestri madrelingua. “I nostri studenti sono tutti italiani di seconda generazione, nati e cresciuti a Piacenza – osserva Claudiu Cristea Viorel, vicepresidente di Cuore -, le cui famiglie vogliono però offrire ai figli la possibilità di coltivare le proprie radici”.
L’associazione Cuore, fondata nel 2020 in piena pandemia, ha da subito operato nell’ambito del volontariato in coordinamento con la parrocchia rumena. Grazie all’unione di queste forze è nato uno sportello di orientamento al lavoro, ai diritti e all’accesso all’istruzione. “Aiutiamo tutti, non solo i nostri connazionali, e organizziamo anche cene di beneficenza ed eventi per far conoscere la nostra cultura alla cittadinanza”, specifica il vicepresidente.
Claudiu Cristea Viorel è un fedelissimo del Pd per il quale è stato candidato al consiglio comunale nelle ultime elezioni amministrative ed ha una lunga storia di militanza alle spalle. La sua attività riflette un fenomeno relativamente nuovo ovvero la penetrazione dei partiti politici all’interno delle comunità straniere. Un processo che coinvolge anche altre associazioni religiose (e laiche) di immigrati del territorio: dai cristiano-ortodossi ai musulmani.
Viorel ha fatto campagna elettorale fra i rumeni di Piacenza ed è espressione di quella precisa volontà della politica locale di conquistare la fiducia dei “nuovi piacentini”. In una città con 20mila residenti di origine immigrata è un tesoro elettorale.
“Si respira un’aria diversa – osserva il rappresentante dei rumeni – l’attuale giunta si è dimostrata sensibile alla nostra causa e ha manifestato interesse per le nostre iniziative: la sindaca Katia Tarasconi ha visitato i nostri locali e all’inaugurazione della scuola c’erano assessori e consiglieri”.
L’esperienza di San Sepolcro e della limitrofa chiesa di San Bartolomeo – la parrocchia ortodossa macedone – è anche un esempio di riqualificazione urbana, la testimonianza di una città che cambia attraverso dei percorsi di trasformazione così intimi da coinvolgere luoghi di culto cattolici dismessi, riconvertiti in questo caso in parrocchie ortodosse gestite dai migranti stessi.
Un patrimonio anche a livello prettamente culturale: la parrocchia rumena intende, nel quadro di un accordo con la nuova amministrazione, aprire la chiesa del Tramello durante la settimana per permettere a tutti di visitarla, restituendo così questo gioiello del XVI secolo alla città.
A ridare vita a questi angoli del centro storico sono stati i migranti est-europei. La parrocchia ortodossa macedone di San Bartolomeo gestisce anche un piccolo impianto sportivo e due campi da calcio oltreché un bar. “Stiamo pensando di fondare, con i nostri fratelli macedoni, un centro estivo per i nostri ragazzi e un torneo di calcio”, aggiunge Viorel.




