L’assessore Cugini: “Il Comune non ha abbandonato
i residenti del Ciano”

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Riceviamo e pubblichiamo un intervento dell’assessore al Nuovo Welfare Stefano Cugini sui problemi del quartiere Ciano

“Confesso di essere confuso. Il problema dei residenti del Ciano è entrato
nell’agenda della stampa locale e pare non volerne uscire più.
Bene peraltro: ci mancherebbe che non si desse voce alle preoccupazioni
della gente. Perché, a scanso di equivoci, i cittadini hanno sempre e
comunque il diritto di lamentarsi, di protestare, di farsi sentire. In
quest’occasione poi, hanno ragioni da vendere. Però bisogna attenersi alla
realtà, che non è quella emersa in queste ore. Dire che abbiamo abbandonato
i residenti è falso. Punto. Il problema di fondo è che la politica, in
generale, ha perso negli anni tanta di quella credibilità che oggi risulta
un’impresa trasmettere fiducia, poter dire: “me ne occupo” e aspettarsi di
essere preso in parola.
Quello che francamente non capisco è dove possa collocarsi il punto di
equilibrio.
Non c’è persona che non chieda agli amministratori “più fatti e meno
chiacchiere”; non esiste cittadino che non esiga finalmente quel senso di
responsabilità che sembra un optional in tanti rappresentanti delle
istituzioni. Eppure, quando ascolti, ti metti al lavoro in silenzio
pensando alla soluzione migliore e più rapida (qualità che quasi mai vanno
d’accordo); quando rispetti le regole, guardi all’interesse generale,
tuteli la privacy dei vari attori, ecco che da ogni angolo sei tacciato di
disinteresse e assenteismo; ecco che ti ricacciano nel calderone della
casta che non ne imbrocca una neanche per sbaglio. Passi per il cittadino,
ripeto, non tenuto a conoscere nei particolari i vari vincoli dell’azione
amministrativa. Non ci sta invece l’irresponsabilità di certa politica, che
preferisce la visibilità mediatica, l’accusa sterile, l’invettiva
sempliciotta.
E pensare che una telefonata preventiva, una richiesta di chiarimento
(formale o meno, non è questo il punto), sarebbero stati altrettanto
rapidi, oltre a garantire maggior controllo delle tensioni sociali, che di
tutto hanno bisogno fuorché di essere alimentate. Di questo passo
continueremo ad abdicare al ruolo più nobile dell’impegno politico, alla
vera funzione di servizio, che è quella di proteggere il cittadino, di
accompagnarlo nella comprensione dei vari aspetti del vivere comune, di
prendere decisioni che tengano sempre conto del quadro d’insieme.
Abbiamo il dovere, tutti, di contribuire alle soluzioni: non di amplificare
i problemi, soprattutto quando siamo nel campo del disagio e della
marginalità.
Nel caso di specie ribadisco per l’ultima volta, senza timore di smentita,
che nessuno si è negato al confronto, che nessuno sta sminuendo la portata
del caso, ormai noto nei minimi particolari. È comprensibile che chi ha un
problema sul suo stesso pianerottolo esiga una soluzione immediata:
purtroppo ci sono tempi e passaggi formali che non possono essere saltati.
Anche questo, per quanto possa apparire strano, è un elemento a garanzia di
ogni cittadino. Sono già in tanti a parlare. Vorrei dunque capire, una
volta per tutte, se è meglio curare la comunicazione o se possiamo
concentrarci sul lavoro, come abbiamo fatto dal primo giorno (a prescindere
dal numero di firme raccolte, che io stesso ho ritirato) e come stiamo
continuando a fare. Con la discrezione, il senso del dovere e la
professionalità che sono la cifra di chi lavora ai nostri servizi sociali:
assistenti, operatori, impiegati, funzionari, dirigenti.
Tenendo conto, peraltro, che il Comune non è l’unico soggetto del
territorio coinvolto in questa delicata vicenda, che confido si risolverà
quanto prima”.

Stefano Cugini
Assessore al nuovo welfare

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