L’appello di Confindustria: “Servono tecnici per garantire il futuro del manifatturiero piacentino”

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La crescita che molte aziende locali stanno mettendo in atto, nonostante le numerose problematiche date dalla pandemia, rischia di arrestarsi per la mancanza di personale tecnico specializzato. La riunione di ieri a Palazzo Costa ha messo in luce le nuove sfide e gli obiettivi di Confindustria, focalizzando l’attenzione sul potenziamento delle infrastrutture, l’istruzione e lo sviluppo sostenibile. Francesco Rolleri, da un anno presidente dell’associazione, ha sottolineato le enormi potenzialità dell’industria piacentina: “Un posto di lavoro nell’industria genera 2,2 impieghi in altri comparti. Dai 40mila addetti attuali si arriva ad altri 88mila impieghi nel territorio”.

Per il trimestre giugno/luglio/agosto Confindustria stima 7160 lavoratori in entrata, il 26% dei quali nell’industria. Le figure professionali più ricercate sono quelle specializzate nell’ambito delle attività metalmeccaniche, elettromeccaniche, informatiche ed ingegneristiche. Da qui l’appello di Rolleri: “Deve esserci uno sforzo anche a livello centrale per creare più figure tecniche se vogliamo che l’Italia resti un Paese a vocazione manifatturiera. Settore che a livello provinciale conta oltre 40mila addetti”. Se da un lato il commercio sta ancora arrancando in seguito alla pandemia, dall’altro il manifatturiero locale sta vivendo una forte ripresa che rischia di essere compromessa dalla mancanza di figure professionali adatte. Lo stesso Rolleri ha sottolineato come sia necessario un cambiamento culturale che porti i ragazzi e le ragazze a scegliere gli istituti tecnici, soprattutto considerando il fatto che oltre l’80% dei diplomati in queste scuole è in grado di trovare una stabile occupazione con un contratto significativo (ovvero della durata di almeno un mese) entro 120 giorni dalla maturità. L’invito del presidente di Confindustria è soprattutto rivolto alla platea femminile; si deve arrivare all’iscrizione negli istituti tecnici di un numero sempre maggiore di ragazze per sdoganare la credenza che queste scuole siano esclusivamente destinate agli uomini e venire incontro alla crescente richiesta di personale del mondo del lavoro.

I vicepresidenti Valter Alberici ed Antonio Cogni si sono espressi in merito allo sfasamento tra i percorsi formativi proposti dalle scuole e quello di cui il mondo del lavoro ha realmente bisogno: “Piacenza forma bene sia nei licei che negli istituti tecnici, i ragazzi sono preparati. C’è un grande divario tra ciò che chiede lo scenario occupazionale e i suggerimenti della famiglia allo studente. Chi ha preparazione tecnica sappia che ha la certezza di un futuro nell’impresa. Le famiglie devono scegliere percorsi di studio più fortunati per i propri figli”.

La riunione si è poi conclusa con Rolleri che ha sottolineato come, sopratutto nella fase post Covid che stiamo vivendo, il rilancio delle imprese piacentine debba necessariamente passare tramite alleanze e collaborazioni, specie tra le piccole realtà lavorative, con la possibilità di creare sinergie e fusioni per rimanere competitivi.

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