L’Antonino d’oro 2023 alle suore Carmelitane: “Da 350 anni vivono la bellezza della contemplazione”

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“Un segno di stima e di gratitudine nei confronti delle Carmelitane Scalze del Monastero di Piacenza che con passione, umiltà e discrezione, condividono e accompagnano il cammino della nostra Chiesa diocesana e della città di Piacenza”.

Con questa motivazione il Capitolo dei canonici della basilica di Sant’Antonino Martire di Piacenza ha deciso di assegnare l’edizione 2023 del premio Antonino d’oro alla comunità religiosa femminile che risiede nel monastero di via Spinazzi, in zona San Lazzaro. Un modo per celebrare i 350 anni in città di un’esperienza vissuta all’insegna del “silenzio della clausura”, testimonianza capace “di mostrare il cuore e la bellezza della vita contemplativa”.

Il riconoscimento – giunto alla 38ª edizione e sponsorizzato e patrocinato dalla Famiglia Piasinteina – verrà consegnato dal vescovo Adriano Cevolotto alla Madre priora suor Maria Francesca Eugenia il prossimo 4 luglio nella Basilica di Sant’Antonino, giorno del patrono di Piacenza, a conclusione della messa delle 11. Seguendo la tradizionale alternanza, l’iconico premio torna così nelle mani di una religiosa, dopo l’assegnazione dell’anno scorso al laico Pierpaolo Triani, docente dell’Università Cattolica (nel 2021 era toccato a Albina Dal Passo, madre generale delle Suore della Provvidenza per l’infanzia abbandonata).

“Il nostro è un lavoro nascosto” – “Non ci aspettavamo questo premio – ha dichiarato la priora suor Maria, poco dopo aver appreso la notizia -, io l’ho sempre pensato per persone che lavorano attivamente nella società. Il nostro, invece, è un lavoro nascosto. Noi stiamo davanti a Dio per tutti. Abbiamo una grande responsabilità: portare nel cuore il mondo intero. È come un dono inaspettato – ha rimarcato – che non ci meritiamo e di cui ci sentiamo anche indegne: abbiamo però pensato di accettarlo, perché non è per noi di oggi ma per tutte le 152 monache che sono passate nel nostro convento in 350 anni di presenza a Piacenza”.

Le Carmelitane a Piacenza – Nella nostra città la storia di quest’esperienza monastica, ispirata dall’insegnamento di Teresa d’Avila, comincia nel 1673 con la costruzione del primo monastero in Cantone Santo Stefano. La piccola comunità in poco tempo cresce e necessita di spazi più ampi: nel 1690 si stabilisce così in un nuovo monastero, situato lungo l’attuale Stradone Farnese, che arriva ad ospitare 130 religiose. Superati i travagli portati dal passaggio di Napoleone e dalle guerre mondiali, le Carmelitane Scalze si trasferiscono poi nel 1964 nell’attuale sede di via Spinazzi, che in circa 60 anni ha ospitato in totale 152 sorelle. Donne di fede che “ci ricordano – motiva ancora il Capitolo dei canonici in occasione del conferimento dell’Antonino d’Oro – che la clausura non è una fuga o un rifugio dalle fatiche derivanti dal vivere nel mondo, ma appello a “vivere la realtà alla radice, scoprendo ciò che non appare”, a non dimenticare che la dimensione contemplativa della vita è patrimonio di ogni cristiano, che le vicende umane vanno guardate con gli occhi di Dio e che la contemplazione della Parola non conclude la sua dinamica fino a quando non arriva all’azione facendosi dono per gli altri, a cominciare dai più vicini. Per usare un’immagine cara a papa Francesco, ci insegnano che la vita contemplativa è “la scala attraverso la quale Dio scende per incontrare l’uomo e l’uomo sale per incontrare Dio e contemplare il Suo Volto nel Volto di Cristo”.

“Un richiamo a riscoprire la dimensione comunitaria della Chiesa” – Una vita appartata che però non rifugge relazioni e dialogo. “La vita contemplativa si esprime anche nella ricchezza della vita comunitaria – continuano i canonici di Sant’Antonino -. Chi si consacra a Dio in un monastero non sceglie una vita di solitudine, ma, pur nelle inevitabili fatiche, vive costruendo relazioni a partire dalla comunità in cui vive. Per tutti noi è un richiamo a riscoprire la dimensione comunitaria della Chiesa e anche del vivere sociale: Dio possiamo incontrarlo in mille modi, ma è attraverso la comunità cristiana che possiamo mettere radici in Lui. Inoltre, dalla vita di queste sorelle, emerge chiaramente che la ricerca di Dio, quando vissuta autenticamente, è sempre sorgente di libertà, di amicizia verso tutti e che è possibile gustare il silenzio senza temerlo e fuggirlo”.

Anche il sindaco Katia Tarasconi ha voluto mostrare apprezzamento per la scelta di premiare le Carmelitane Scalze. “Leggo con sincera emozione le motivazioni dell’assegnazione dell’Antonino d’Oro alla Comunità delle Carmelitane Scalze di Piacenza – ha detto -, riconoscendo nella loro profonda testimonianza di fede un segno di speranza capace, al di là dell’appartenenza religiosa, di far riflettere e di toccare le corde dell’anima”.

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