di Michela Bassi

Piacenza si rialza con coraggio e lo fa partendo dal suo Santo patrono, Sant’Antonino. Nel giorno che tradizionalmente era dedicato alla fiera e alle bancherelle, quest’anno si è svolta una celebrazione all’insegna della sobrietà e della commozione.
Tutto si svolge fuori, sul sagrato della basilica di Sant’Antonino che dà sulla piazza. È la prima volta, da quando non si fa più la processione da Santa Maria in Cortina, che le reliquie del santo patrono escono dalla chiesa. Il vescovo Gianni Ambrosio, durante la messa, immagina un dialogo fra il martire romano e la città di Piacenza: “sei stata forte, coraggiosa e generosa, riprendi il cammino con slancio e fiducia”. Sant’Antonino diventa quindi il vero punto di riferimento della città di Piacenza da cui ripartire dopo l’emergenza coronavirus.
È lo stesso vescovo Ambrosio a ribadirlo al termine dell’omelia: “Con la protezione di Antonino e illuminati dal suo esempio, riprendiamo il nostro cammino e progettiamo insieme il futuro della nostra comunità partendo dall’esperienza vissuta, ricordando che dobbiamo lavorare insieme, aiutandoci e sostenendoci, sapendo che non siamo mai soli ma accompagnati da Dio”.
In epoca di coronavirus i rituali cambiano completamente; non è possibile svolgere né la raccolta delle offerte, né la processione dei ceri perché l’offertorio non è più ammesso. Bisogna però mantenere il distanziamento sociale, per questo le prime quattro panche sono occupate ciascuna da una singola persona.
E alla prima autorità della nostra città, il sindaco Patrizia Barbieri, il vescovo Gianni Ambrosio consegna l’Antonino d’oro 2020. Quest’anno il premio, assegnato dai canonici della Basilica di Sant’Antonino, viene consegnato non ad una persona sola ma a tutta la comunità di Piacenza che “ha manifestato una grande forza spirituale e morale, ha saputo far fronte alle molte difficoltà con generosità, coraggio, collaborazione e altruismo”. Emozionata la sindaca Patrizia Barbieri al momento del ritiro dell’onorificenza davanti all’altare: “L’Antonino d’oro che ho accolto nelle mie mani in nome e per conto dell’intera comunità piacentina, diventa, nelle tristi circostanze attuali, l’emblema di un incoraggiamento di speranza e di un’esortazione a non arrenderci”.
La sindaca ricorda anche tutti coloro che hanno combattuto contro questo “terribile virus” e soprattutto chi “ne è uscito sconfitto”. “Oggi viene consegnata non solo un’attestazione di stima e di orgoglio, ribadisce la sindaca, ma anche una responsabilità molto grande, quella di coltivare la consapevolezza delle cose importanti, che sono emerse in modo dirompente nel momento di maggiore fragilità e di paura di fronte alla malattia”.




