
Egregio Signor Generale,
la Città di Piacenza è stata, fin dalla prima ondata di questa tremenda pandemia, una delle
più colpite in Italia trovandosi, di fatto, in prima linea già dal tristemente famoso 21 febbraio 2020,
quando il primo caso di COVID si registrò a soli 10 km dal nostro centro storico.
Il sacrificio di vite qui è stato enorme e se non sono emerse situazioni analoghe a quelle
della città di Bergamo, dove nei momenti più duri è stato necessario ricorrere anche ai camion
militari per allontanare le salme dalla città, è proprio per la stretta sinergia che il sistema Piacenza
ha saputo mettere in campo. Sistema che ancora una volta ha visto presente e determinante il
nostro Esercito, che è legato a Piacenza da una lunghissima storia e che vede a sua volta Piacenza
allo stesso legata da sentimenti di stima e affetto profondissimi.
È ancora grazie all’Esercito Italiano e nella fattispecie alla collaborazione manifestata dal
Polo di Mantenimento Pesante Nord nonché dal 2° Reggimento Genio Pontieri, se l’ospedale di
Piacenza, saturo forse come nessun altro in Italia, è stato affiancato in pochissime ore da un
ospedale da campo con personale qualificato al quale ci legheranno sentimenti di riconoscenza
eterna per l’aiuto offertoci. Inoltre, con il supporto del nostro Esercito, il primo centro vaccinale per
tutto il territorio provinciale, che sta operando con grandi risultati, è stato aperto proprio nei locali
del Polo di Mantenimento Pesante Nord.
Ricordando i difficili mesi affrontati, ma guardando avanti fiduciosi anche in virtù del ruolo
che il nostro Paese sta svolgendo col fondamentale piano vaccinale nazionale, il Comune di
Piacenza ha organizzato una stagione di eventi culturali e spettacoli che abbiamo voluto legare al
progetto del nostro assessorato dal titolo “Piacenza riparte con la cultura” e che ha visto
l’intervento di grandi maestri come Placido Domingo alla direzione del Requiem di Verdi e Riccardo
Muti, che ha tra l’altro registrato, assieme al Coro di Piacenza, l’Inno Nazionale diffuso in tutto il
mondo dal Ministero degli Esteri, nel giorno del 2 giugno, tramite tutte le ambasciate e gli Istituti
Italiani di Cultura.
Queste iniziative, omaggio in ricordo di tutte le vittime del Covid ma volute anche quale
dovuto ringraziamento per coloro che si sono battuti e si battono per affrontare l’emergenza
pandemica (è partita da Piacenza, con ottimo riscontro, la candidatura mondiale dei medici italiani
al prossimo Nobel per la Pace), rappresentano uno slancio di fiducia e speranza per un Paese che
vuole rialzare la testa ed operare per la ripartenza; ripartenza che non può prescindere
dall’efficacia del piano vaccinale che, grazie al preziosissimo lavoro Suo e dei Suoi collaboratori, sta
raggiungendo risultati eccezionali.
Nella programmazione degli eventi che nel periodo estivo si tiene presso il monumentale
Palazzo Farnese – già storicamente sede di diversi presidi militari e della gloriosa Brigata Piacenza -,
si inserisce anche la felice collaborazione con il 2° Reggimento Genio Pontieri che il
9 settembre alle ore 21 promuoverà un concerto di musica sinfonica (nel 2020 il medesimo
evento fu titolato “Il coraggio di ricominciare”).
Qui a Piacenza, Primogenita dell’Unità d’Italia, la gratitudine verso di Lei, signor Generale, è
nata ancor prima dell’incarico da Lei oggi rivestito, perché siamo consapevoli del sostegno datoci,
nelle vesti di Comandante logistico, per la realizzazione dell’ospedale da campo e poi del centro
vaccinale cittadino già citati.
Proprio per i motivi sopra illustrati la nostra Città sarebbe orgogliosa di poterLa avere quale
ospite di questo significativo momento, facendo sì che il concerto impreziosisca la Cerimonia
ufficiale per conferirLe il riconoscimento, importante per la nostra Città, nato, per restare, proprio a
seguito di questi terribili mesi: il Premio “Piacenza riparte con la cultura”. Tale premio annuale
è dedicato a chi, fattivamente ed ai più alti livelli, è stato fondamentale con il proprio impegno per
permettere alla nostra Città ed all’Italia di ripartire, di tornare a prosperare con sempre maggior
slancio e di guardare alla crescita della Nazione. Un Premio legato a quanto di più prezioso una
nazione ha, come fondamento dei propri valori, e cioè alla plurisecolare cultura alla base delle
nostre più grandi conquiste.
Confidando che questa occasione di ringraziamento e gratitudine imperitura per il Suo
fondamentale impegno nonché per quello dell’Esercito Italiano possa raccogliere il Suo favore, e,
ribadendo anche con questa missiva i sentimenti di stima miei e della Comunità che rappresento,
Le porgo deferenti ossequi.




