
Marco Bellocchio, il noto regista bobbiese, ha già in cantiere il suo prossimo progetto: girerà un film sulla controversa, e sconosciuta ai più, vicenda di Edgardo Mortara. Il bambino, nato da una famiglia ebrea, venne rapito nel 1858 dalla polizia pontificia e portato via da Bologna, la sua città natale, per essere cresciuto da cristiano a Roma. L’aspetto più drammatico della vicenda è legato al fatto che la bambino venne vietato di rivedere i genitori per anni finché nel 1867 iniziò gli studi per diventare prete. Mortara venne anche ordinato sacerdote in Francia e non incontrò più, ormai per sua volontà, la sua famiglia. “L’approccio di Marco Bellocchio a questa vicenda storica così complessa sarà quello di una persona agnostica” – assicura il produttore Paolo Del Brocco. Il film, che si intitolerà “La Conversione” avrà come focus della storia sarà concentrato sul mistero della conversione che in questo caso ha origine da una violenza compiuta su un bambino. “Una violenza partita dal fanatismo religioso e basata sull’idea che, in nome della religione, si può fare qualunque cosa”, afferma sempre Paolo Del Brocco. Il progetto di Bellocchio è ancora alle battute iniziali ma si sa già che il regista bobbiese lavorerà in coppia con la sceneggiatrice Susanna Nicchiarelli (che di recente ha presentato Miss Marx); l’obiettivo è quello di iniziare a girare nella primavera del 2022 a Bologna, Roma e in altre città dell’Italia e dell’Europa. Poco trapela anche del cast che andrebbe a comporre il film di Bellocchio, si sa solo che verranno ingaggiati attori sia stranieri che italiani, sia per recitare il ruolo di Mortara, sia per la famiglia del bambino rapito, sia per la figura di papa Pio IX. A poche ore dall’annuncio, le principali testate americane avevano già ripreso e diffuso la notizia; Bellocchio infatti, specie negli ultimi anni, è molto apprezzato in America ed è protagonista di rassegne e festival. Nel progetto del film “La Conversione” sarà coinvolta Rai Cinema insieme a Ibc e Kavac Film, le stesse produzioni che avevano già collaborato alla felice riuscita del film “Il traditore”. Una delle anime di Kavac Film è il produttore piacentino Simone Gattoni, divenuto ormai insostituibile collaboratore di Marco Bellocchio e attivo in molte produzioni internazionali. A testimonianza di come, in vista della probabile riapertura delle sale cinematografiche il 27 marzo, il cinema italiano è più vivo che mai e pronto a ripartire.




