Klimt rubato a Piacenza, le rivelazioni di un testimone
il quadro sarebbe all’estero

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klimtNuove rivelazioni sul furto del “Ritratto di Signora” di Gustav Klimt, trafugato dalla Galleria Ricci Oddi di Piacenza, nel 1997. Il quadro è di inestimabile valore, soprattutto dopo la scoperta, già prima del furto, da parte di una studentessa liceale, del “Ritratto di ragazza con cappello”, ricercato per 80 anni nel mondo dell’arte, dipinto sotto il “Ritratto di signora”. Klimt, di fatto, aveva dipinto sopra il primo, un secondo ritratto. Il quadro fu rubato, in circostanze misteriose, nel febbraio del 1997, durante alcuni lavori di ristrutturazione, senza, tuttavia, riuscire a capire se fosse “uscito” dal tetto o dalla porta principale. Dopo la riapertura delle indagini da parte dei carabinieri, nel 2014, spunta un testimone, giudicato attendibile, che potremmo definire come dall’altra parte della barricata, che sarebbe a conoscenza dell’ubicazione della preziosa tela. Questa persona avrebbe rivelato che il “Ritratto di Signora” si troverebbe all’estero e sarebbe stato al centro di una compravendita di un grande quantitativo di cocaina. Il testimone (se così possiamo chiamarlo) avrebbe intavolato, su sua stessa richiesta, una trattativa con gli inquirenti, anche alla presenza di un cronista del quotidiano locale, per rivelarne la posizione, dietro un “riscatto” di 150mila euro. La cifra sarebbe stata decisa dopo un estenuante tira e molla, partendo da una richiesta di 200mila euro. La persona avrebbe rivelato, nell’occasione, ulteriori particolari sul furto: il quadro fu rubato grazie ad un basista, che avrebbe fornito indicazioni su chi doveva occuparsi del furto. Il momento, naturalmente, era ideale: con i restauri molti quadri furono staccati e spostati, tanto che i responsabili della Galleria si accorsero soltanto 3 giorni dopo del furto, ritrovando, più tardi, la cornice del dipinto sul lucernario, mossa che, secondo la “persona della trattativa” fu studiata ad arte per depistare gli inquirenti, visto che la cornice non sarebbe potuta passare nel lucernario, anzi, il quadro sarebbe uscito dalla porta principale. Tornando alla compravendita di cocaina, il quadro, sempre secondo il testimone, fu solo un “accessorio” dello scambio, vista la sua impossibile commercializzazione, essendo uno dei dipinti rubati più ricercati al mondo. Con il testimone la trattativa per rivelare la posizione del dipinto si è interrotta bruscamente e non è chiaro quanto di vero ci sia nelle sue affermazioni. Ciò che è certo è il mistero che ancora avvolge questo furto. La ricerca continua.

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