
1 MAGGIO, FESTA DEL LAVORO.
Festa per celebrare il lavoro “fondamento” della nostra Repubblica democratica (art. 1 Costituzione), cioè per affermare con forza che “senza lavoro viene a mancare ogni prospettiva di libertà e giustizia” (Aldo Moro all’Assemblea costituente). Si era appena conclusa la guerra, una vera guerra, non c’era stata “sospensione”, ma “distruzione” (enorme) di attività e risorse materiali e morali. Eppure i nostri Costituenti immaginano e propongono un futuro assai impegnativo, senza cedere a irrevocabili “stati di necessità”.
Presidiano quel fondamento col diritto dell’art. 4 Cost. (“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.”). Un diritto che, pur non essendo “già assicurato e provvisto di azione giudiziaria” (Meuccio Ruini), prefigura una “piena, continua e buona occupazione” ( Emilio Taviani, Amintore Fanfani) come “fine essenziale del nuovo Stato” (Teresa Noce).
Anche nei tempi del Coronavirus noi vogliamo celebrare così la festa del lavoro. Non troppo lontano dai nostri Vescovi, che ci mettono in guardia in un loro messaggio agli italiani: “Già prima dell’emergenza del Covid 19 lo svolgersi degli avvenimenti è stato un continuo susseguirsi di emergenze sul fronte del lavoro”, “«Nessuno deve perdere lavoro per il coronavirus» è stato lo slogan ripetuto all’indomani della crisi: è fondamentale che questo appello abbia successo”.
Clicca e scarica il Messaggio dei Vescovi per la Festa del 1 maggio 2020.pdf
Il nostro prof. Michele La Rosa apre una discussione sulla Rivista dell’Istituto per la Direzione del Personale (ISPER) Personale e Lavoro” (marzo 2020).
Clicca e scarica Michele La Rosa, Lavoro, diritti, precarieta` Una introduzione.pdf




