“In gioco da tre anni, pronto per Palazzo Mercanti”
Stefano Cugini si mette a disposizione del Pd

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L'assessore Stefano Cugini
L’assessore Stefano Cugini

di Elena Caminati – Se il partito glielo chiederà e se ci saranno le condizioni non esclude di mettersi in gioco per la città nelle vesti di primo cittadino. Stefano Cugini, assessore al Nuovo Welfare del comune di Piacenza, sembra prendere in seria considerazione l’ipotesi di candidarsi alla poltrona di sindaco alle prossime elezioni amministrative, quelle che si svolgeranno in primavera. E nonostante l’apparente silenzio nel quale sembra vivere la politica piacentina a pochi mesi dal rinnovo dell’amministrazione comunale, qualcosa si muove, se non altro le disponibilità. Cugini lo conferma nel corso della lunga intervista a Di Profilo il format prodotto da Zero523, in onda sulla pagina Facebook della trasmissione e su www.zerocinque23.com
“Sono tre anni che mi metto in gioco concretamente per la città – ha detto – la politica è servizio, se il Partito Democratico me lo chiederà prenderò i considerazione la proposta e se ci saranno le condizioni ne parleremo. Per ora penso solo a terminare nel migliore dei modi il mandato”. Di tematiche scottanti, in questi tre anni, l’assessorato di Cugini ne ha avute non poche: a partire dalla gestione profughi-richiedenti fino ai minori stranieri non accompagnati che definisce “una bomba ad orologeria pronta ad esplodere”. “Sulla questione profughi abbiamo cercato di coniugare solidarietà umana ed equità sociale –ha spiegato – per dare una risposta di qualità all’accoglienza che non può e non deve essere considerata fine a se stessa”. Sul tema minori stranieri non accompagnati il dato di flusso per Piacenza parla di 300 persone nel 2015 con un 70% formato da albanesi. “In questo sistema mi sono ostinato per puntare il dito contro i furbetti” ha detto, riferendosi alla vicenda accaduta l’estate scorsa al consolato albanese di Milano  nel tentativo di riconsegnare sei giovanissimi arrivati a Piacenza senza documenti. “E’ evidente che qualcuno sfrutta le falle della normativa, questo non è corretto nei confronti delle famiglie italiane, è un discorso di equità sociale”. Più o meno lo stesso discorso vale anche per la piccola rivoluzione messa in atto negli alloggi popolari: “negli anni si sono consolidate situazioni che oggi non hanno più ragione di esistere. Si è perso il senso delle case popolari”.
“Fare l’assessore è stato l’onore più grande che potessi avere – racconta – entusiasmante al massimo prima di tutto perchè ho amministrato ai Servizi Sociali che è il settore più bello del mondo. Ho preso decisioni che hanno impattato sui cittadini e credo di aver creato una bella squadra. Sono un visionario, non mi pongo limiti ma non mi faccio logorare dal raggiungere obiettivi di chissà quale portata”. “I miei eroi sono gli operai con le borse sotto gli occhi” si legge sul blog. “La politica è fatica – spiega – anche fare seriamente il consigliere comunale e stare in mezzo alla gente è faticoso. Potrebbe sembrare retorico ma non lo è: dubito fortemente di chi fa politica con la faccia fresca, mi pongo molto interrogativi. Cerco di amministrare come un volontario nel senso che mi butto nelle cose e solo dopo penso al budget”.

L’intervista completa nella puntata Di Profilo su www.zerocinque23.com

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