Pochi giorni fa dalla Regione Emilia-Romagna è arrivata la comunicazione della distribuzione gratuita di tre milioni di mascherine su tutto il territorio regionale proprio a partire da questa settimana. 40mila per Piacenza.

Nel momento in cui si rafforza la risposta sociale e individuale contro il Coronavirus, con la conferma di misure regionali ulteriormente restrittive rispetto a quelle nazionali, si vuole incentivare il più possibile l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale soprattutto nei luoghi chiusi come i servizi essenziali e gli esercizi di vendita, a partire dagli alimentari, la cui attività non è stata sospesa. Per ovviare alle difficoltà di chi non riesce a reperirle, la Regione è pronta a partire con questa prima fornitura.
Notizia lietissima per Piacenza a cui però segue una serie di riflessioni circa l’organizzazione della loro distribuzione in città e provincia. Secondo l’Assessore del Comune di Piacenza Paolo Mancioppi, che ha la delega alla Protezione Civile, arriveranno all’incirca 40mila mascherine per il nostro territorio, un numero esiguo che coprirà meno della metà della popolazione. E’ necessario quindi studiare un piano operativo per evitare tanto l’affollamento per averle quanto l’accaparramento per averne più del necessario.
Da giorni, i cittadini denunciano l’impossibilità di reperire i dispositivi di protezione proprio ora che sono fondamentali anche per recarsi a fare la spesa, come chiedono tanto commercianti che vietano l’ingresso ai negozi senza mascherine. La notizia giunge quindi come un sollievo e il Comune ha già informato che, appena arriveranno, la Protezione Civile depositerà le mascherine nel Coc (Centro operativo comunale) che si trova in zona Polisportivo, poi si procederà alla distribuzione delle mascherine.
In attesa di comunicazioni ufficiali più precise, l’idea è quella di consegnarle dalle farmacie e attraverso un addetto all’ingresso dei supermercati o dei centri di vendita di alimentari di media dimensione, fornendo la mascherina agli acquirenti che ne sono privi. Federfarma si è già dichiarata disponibile alla distribuzione, ipotizzando di utilizzare il codice fiscale come strumento di controllo.




