Prosegue il dibattito sulla decisione della giunta di chiudere le cucine di cinque plessi scolastici della città (Mucinasso, Borgotrebbia, Pittolo, Rodari e Vittorino) sostituendo la preparazione interna dei pasti della mensa con quella fornita dalla struttura centralizzata di La Verza. Ad intervenire, stavolta, è direttamente il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri in risposta alla lettera di un lettore di Libertà.

“Rispondo all’intervento del lettore che ha trovato spazio su Libertà in data 28 aprile. Una lettera talmente colma di fantasiose ipotesi, demagogia, falsità e fake news che certo non ha nessun merito di costruire un positivo confronto sui temi, ma ha purtroppo la capacità di spargere inutili allarmismi che certo non fanno il bene di questa città. Solo per questo motivo – e non certo per confutare le bizzarre supposizioni in merito a presunti dispenser di cibo in scatola nelle mense comunali o a paventate cancellazioni, più volte sconfessate, di posti di lavoro – mi sento in dovere di rispondere, nella speranza di riuscire a dissolvere alcune pessime informazioni, costruite e alimentate ad arte, su una tematica che mi sta particolarmente a cuore e che non vedrà mai un arretramento, mio e dell’amministrazione che rappresento, sotto l’aspetto dell’attenzione, della cura e dell’impegno.

Come certo saprà anche il lettore – e spero che anche allora
abbia posto le stesse domande di oggi ai sindaci di centrosinistra che
l’hanno realizzato – il Centro pasti di La Verza nacque diversi anni fa e
attualmente fornisce circa 800 pasti giornalieri ad alcune scuole della
città. Non mi pare che in questi anni alcuno di questi studenti, né
suo familiare, abbia mai chiamato assistenti sociali o telefoni azzurri
per denunciare maltrattamenti culinari o addirittura sociali. E neppure
mi pare che alcuno studente sia mai stato dotato di carrelli da supermercato o monetine per comprarsi il pranzo alle macchinette, come
sembra paventare il lettore.
Il cosidetto pasto veicolato dal centro pasti di La Verza porta nelle
scuole piacentine interessate alcuni cibi e alimenti – nello specifico i
secondi piatti e le verdure cucinate – che vengono somministrati ai
bambini in canonici piatti e non in scatole di plastica, con posate adeguate
e addirittura da personale umano e non certo da robot o macchinette.
Gli altri cibi vengono invece prodotti direttamente nelle mense delle scuole da cuochi e personale comunale e privato. Questo succede attualmente nelle scuole già servite da pasto veicolato e questo accadrà nelle altre 5 individuate per utilizzare questo servizio. Un servizio, sia nei pasti veicolati sia in quelli prodotti nelle mense, che è di altissimo livello, più volte premiato e professionalmente certificato, e che oltretutto utilizza in modo consistente i prodotti del nostro territorio, proprio per valorizzare la cultura del nostro cibo. La decisione assunta ultimamente dal Comune
non pregiudicherà di certo il livello qualitativo del servizio, apprezzato
da anni, e che saremmo folli a volere peggiorare. Allo stesso modo, come
più volte assicurato, non si intaccherà in alcun modo il livello occupazionale, in quanto nessun addetto comunale al servizio mense
perderà il posto di lavoro e analoga assicurazione l’abbiamo ottenutadalla cooperativa CIR che fornisce personale privato a supporto. Il risparmio
di 15mila euro ottenuto da questo provvedimento, a parità di qualità del servizio e del livello occupazionale, permetterà di utilizzare
queste risorse per incrementare altri servizi. Temo che queste
ulteriori assicurazioni non sortiranno positivi effetti sul lettore,
ma spero che possano essere almeno un contributo positivo per chi
vuole realmente capire e non si perde dietro fake news. Il dovere di un
buon amministratore è sì quello di ascoltare e confrontarsi con i cittadini
ma anche quello di perseguire l’obiettivo che ritiene migliore per soddisfarne le esigenze”.
Patrizia Barbieri




