Il presidente Abicoop, Dario Cavazzuti: “Cerchiamo di dare una risposta alle esigenze delle famiglie, che siano alla portata di tutti”

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di Susanna Pasquali

Presidente, in base alla sua esperienza, l’emergenza sanitaria legata al Coronavirus ha in qualche modo impattato sul settore abitativo?
“Nettamente. Questi mesi di reclusione forzata hanno visto le famiglie vivere le proprie abitazioni in modo molto diverso da prima, modificandone la percezione e ribaltando le priorità delle persone nella ricerca della casa ideale. L’emergenza sanitaria e i cambiamenti sociali e lavorativi che il Covid ha portato con sé hanno visto aumentare l’importanza della funzionalità degli spazi in cui si vive”.

E’ quindi cambiata anche il tipo di richiesta?
“Recenti ricerche sull’andamento del mercato immobiliare, dimostrano che i requisiti prioritari nella scelta della propria abitazione stanno cambiando: l’importanza di uno sfogo all’aperto o di una stanza dove poter lavorare ad esempio stanno prendendo il sopravvento rispetto ad altre caratteristiche, come la centralità delle posizioni o altro. Tuttavia si tratta di requisiti abitativi non sempre alla portata di tutte le famiglie. E in questo senso ritengo che Abicoop e la sua offerta abitativa a costi decisamente ridotti rispetto al mercato, rappresenti sempre di più una risposta importante anche nel futuro per quelle persone che per varie ragioni non possono o non vogliono acquistare un immobile”.

E’ possibile quindi conciliare comfort abitativo e prezzi bassi?
“La nostra cooperativa ha sempre investito in immobili le cui caratteristiche oggi rappresentano ancora di più un valore aggiunto. Insieme al contenimento dei costi, infatti, gli alloggi messi a disposizione dei soci hanno requisiti in linea con quanto sempre di più viene richiesto: la stragrande maggioranza degli appartamenti ha ampi balconi a disposizione, quasi tutti i nostri immobili hanno giardini o cortili condominiali ad uso esclusivo, si trovano nelle vicinanze di aree verdi e di tutti i servizi essenziali alle famiglie. Ma non solo. Una realtà come la nostra mette sempre al centro la persona e questo, in momenti di gravi crisi come quella che stiamo attraversando, ritengo sia l’aspetto più importante”.

In che senso?
“Abicoop è una cooperativa nata su valori ben precisi. E in questi mesi, in cui tante famiglie si sono trovate a fronteggiare una crisi economica imprevista e senza precedenti, crediamo di averlo ulteriormente dimostrato, dialogando con tutti i nostri soci in difficoltà, trovando soluzioni personalizzate e venendo incontro alle reali problematiche in cui tanti si sono trovati loro malgrado. Ritengo che di fronte a situazioni come queste, avere un interlocutore “umano” come Abicoop – che per vocazione non mette solo l’aspetto economico al centro ma privilegia anzi l’attenzione per le persone – rappresenti un elemento di serenità importante per i nostri utenti”.

Si è parlato tanto di solidarietà in questi mesi. In che modo si può parlare di solidarietà anche in ambito abitativo?
“Questi mesi ci hanno visto impegnati nel tentare di offrire supporto e assistenza sistematica ai soggetti più fragili, a chi è solo o a chi vive situazioni di difficoltà. Sempre in questo senso abbiamo avviato e stiamo sviluppando convenzioni con realtà di quartiere da mettere a disposizione dei nostri soci: la volontà è quella di creare una rete di servizi agevolati, anche in ambito sanitario: è recentissima, ad esempio, l’apertura del primo studio di psicologi nel quartiere Farnesiana, i cui trattamenti saranno convenzionati per tutti i nostri soci che ne sentissero l’esigenza. Ma l’impegno che Abicoop porta avanti è su diversi fronti: siamo anche parte attiva in Legacoop Abitanti per stimolare il Governo e la Regione ad istituire fondi specifici a sostegno delle politiche abitative”.

A proposito di fondi e finanziamenti: sono stati annunciati importanti sgravi fiscali nel settore edilizio. Pensa che questo possa rappresentare una reale opportunità?
“Stiamo ovviamente seguendo con grande attenzione l’argomento e se realmente si rendesse possibile avviare degli interventi di riqualificazione con le agevolazioni di cui si sta parlando, saremmo pronti con progetti e investimenti. Tuttavia al momento è importante mantenere un atteggiamento prudente e attendere gli sviluppi perché ci sia maggiore chiarezza applicativa su quanto finora annunciato”.

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