Il libro di Claudio Oltremonti su Francesco Daveri, un “cristiano per la libertà”

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Francesco Daveri in famiglia, con moglie e figli

Dalla introduzione di Carla Antonini (Direttrice ISREC di Piacenza) Il Libro di Claudio Oltremonti su “Francesco Daveri”, verrà presentato nel Salone monumentale della biblioteca comunale Passerini Landi di Piacenza, il 21 aprile, alle ore 17,30. Interverranno autorità e famigliari di Daveri. Condurrà il Presidente ISREC Pier Luigi Bersani. L’autore converserà con Romano Repetti (Presidente ANPI Piacenza) e Mario Spezia (Presidente ANCP Piacenza).

Riportiamo alcuni passi dall’introduzione al volume di Carla Antonini (Direttrice ISREC di Piacenza).

Con il volume su Daveri, l’ISREC di Piacenza prosegue la lunga e ricca pubblicazione di ricerche sulla Resistenza piacentina, avviata fin dal 1987 con contributi saggistici nella Rivista “Studi piacentini”, proseguita con la “Nuova Serie” dal 2006 al 2012 e qualificatasi con i “Quaderni” a carattere monografico […]

Il libro di Claudio Oltremonti si inserisce in questo ambito di studi, sottoponendo all’interrogazione di nuovi reperti documentali i precedenti contributi biografici – Donati 1955 e 2016, Berti 1966, Forlani 1993, Giorgio Daveri 2010 – tutti, ma in particolare il “cristiano per la libertà” di Alessandro Forlani, di grande accuratezza e pregio, apportando elementi di straordinario interesse non solo alla vicenda di Francesco Daveri, rispetto al suo ruolo nel movimento antifascista cattolico, di agente del Servizio segreto inglese, di responsabile politico e strategico nel Comitato di liberazione piacentino, anche in rapporto con il CLNAI, ma all’intera storia della Resistenza locale, per quanto riguarda in particolare gli equilibri interni tra i protagonisti degli organismi resistenziali locali e nazionali e i rapporti di quelli con gli Alleati.

Francesco Daveri, ha dedicato la propria vita alla lotta contro il fascismo fin dagli anni dell’impegno nell’Azione cattolica; condannato in contumacia dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato e costretto alla clandestinità; elemento propulsore e infaticabile organizzatore della Resistenza piacentina dopo l’8 settembre ‘43, avvocato e padre di sei figli, fu arrestato dalla polizia tedesca il 18 novembre 1944 a Milano, sotto le mentite spoglie di Lorenzo Bianchi e morì a Gusen, sottocampo del Lager di Mauthausen, il 13 aprile 1945.

Claudio Oltremonti

Per tredici anni l’autore si è applicato, tra le altre, allo studio delle carte dello Special Operations Executive, conservate presso i National Archives di Londra, dei National Archives di Washington, dell’Archivio Centrale dello Stato di Roma, dell’Archivio Federale Svizzero a Berna con due fondamentali obiettivi. Il primo è stato quello di individuare e ricostruire i contatti, gli spostamenti, le mansioni di Daveri, a beneficio del partigianato locale e della vittoria dell’Italia democratica contro il nazifascismo, come agente del Soe, collaboratore del Sis (Secret Intelligence Service), del Servizio informativo “Bustelli” dell’esercito svizzero, del Servizio informazione “Nicoletti”, la rete di intelligence del CLNAI creata da Adolfo Longo. Il secondo intento era di cercare risposte ai numerosi quesiti rimasti irrisolti riguardo alle sospette modalità del suo arresto a Milano in casa Gattorno, al fallimento di ogni ipotesi di scambio e, in definitiva, con il desiderio di dare un senso alla tragica fine di uno dei protagonisti di maggior spessore umano, politico e militare della nostra Resistenza.

In tre densissimi capitoli, Oltremonti ripercorre l’intera vita di Francesco Daveri, ne indaga e documenta l’identità come “agente segreto-molto segreto”, come lui stesso afferma, al punto che nella letteratura resistenziale, fino ad ora, non vi era traccia documentata di tale attività e scioglie i dubbi interpretativi.  Si coglie nella trattazione il desiderio dell’autore di avvalorare il profilo di una esistenza esemplare, nel senso etimologico di “tratta fuori” dall’ordinario, un’esistenza che può dirsi “cristiana” e “partigiana”, vale a dire impegnata a costruire con “tutti gli uomini di buona volontà” una alternativa percorribile alla violenza, all’arbitrio e alla guerra, nel segno della giustizia, divina e terrena. […]

“L’arresto e la deportazione”, tema dell’ultimo capitolo, costituiscono per l’autore l’occasione per condensare i risultati di un lungo percorso di studi storici su un unico oggetto e di mettere a valore la capacità investigativa che da sempre ne contraddistingue lo stile di ricercatore storico. Oltremonti esamina, discute, esclude o corrobora ogni ipotesi e sospetto relativi all’arresto di Daveri, al suo riconoscimento come responsabile partigiano e spia nel contesto delle trame repressive italo-tedesche, seguendo tutte le tracce possibili nell’intricato e disperato mondo del controspionaggio, delle delazioni, per addivenire a conclusioni che, anche laddove si ammette con onestà la mancanza di una certezza, contengono orientamenti interpretativi sostenuti da rigorose argomentazioni.

Completa l’opera un’Appendice contenente venti lettere inedite inviate da Francesco Daveri a don Mario Zanin, il cappellano militare del campo profughi svizzero che lo introdusse nei servizi segreti inglesi e nella rete di sostegno elvetica. Le missive coprono un arco temporale di sei mesi, quello di maggiore impegno e attività dell’avvocato piacentino, fino all’invio al Durchgangslager di Bolzano, costituendo una eccezionale documentazione per la conoscenza dei metodi cospirativi e operativi della Resistenza, delle caratteristiche organizzative delle formazioni partigiane piacentine dal loro nascere fino all’inverno ‘44, dello schema delle missioni e degli aviolanci alleati. […]

In sintesi, tanto il percorso biografico, quanto i documenti inediti abilmente recuperati e finalmente pubblicati ci consentono di riaprire il capitolo centrale della Resistenza piacentina e di affrontarla meglio, cioè con maggior conoscenza, dalla più ampia specola dell’intricata e complessa scena della guerra europea.

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