
Fede, patriottismo e una processione vecchio stampo con il carro della Vergine Maria portato in spalla dai fedeli per le strade di Piacenza. A Ferragosto gli ecuadoriani hanno celebrato la Santa Patrona del loro paese e della diaspora ecuadoriana la “Virgen del Cisne” ovvero la “Vergine del Cigno”. Una ricorrenza che nel paese sudamericano assume dimensioni oceaniche e che la comunità ecuadoriana locale onora da 17 anni.
La coincidenza con la festa dell’Assunzione di Maria ha determinato una partecipazione ai più alti livelli della Diocesi di Piacenza-Bobbio con il Vescovo Adriano Cevolotto che ha celebrato la messa in Duomo. “Un raccoglimento interculturale oltre che religioso, un momento di incontro, di condivisione e di reciproco arricchimento”, ha dichiarato a margine della liturgia Monsignor Cevolotto.
A fianco dei fedeli italiani, la cattedrale ha accolto centinaia di ecuadoriani e latino-americani, guidati dal presidente dell’associazione ecuadoriana, Gustavo Chero. “Non rinunciamo alla nostra tradizione, alle nostre radici. Lo facciamo in nome dei nostri figli affinché non perdano la loro identità e siamo orgogliosi di crescere una nuova generazione di piacentini cattolici di origine sudamericana”.
Negli ultimi due anni, durante l’emergenza sanitaria, la cerimonia della Virge del Cisne, benché ridimensionata, è stata mantenuta limitandola alla messa solenne in Duomo. Quest’anno è stata ripristinata la parte più caratteristica della celebrazione: la processione per strada con il carro della Vergine Maria.
Partito dalla cattedrale, il corteo religioso si è snodato per le strade del centro da via Scalabrini fino a via Caccialupo dove, nella Chiesa di San Carlo – la parrocchia dei migranti scalabriniani – è stata riposta l’effigie della Madonna. “San Carlos”, come la chiamano i latino-americani, custodisce infatti la statua della Virgen del Cisne.
Fra i partecipanti alle celebrazioni e in rappresentanza delle istituzioni pubbliche, Mario Dadati, neo-assessore alle politiche educative e allo sport:”Conosco gli ecuadoriani di Piacenza, una comunità storica fatta di famiglie e persone che lavorano – ha affermato. Gli immigrati sono una risorsa per la nostra città, un punto di forza”.
In città risiedono un migliaio di ecuadoriani. Rappresentano la prima comunità latino-americana di Piacenza. Sono tradizionalmente occupati nell’edilizia e nella logistica. Insieme ai peruviani si sono costituiti in associazione alla fine degli anni ’90 e si riuniscono nella parrocchia dei migranti di San Carlo in via Torta.
Da fine 2021, un nuovo sacerdote dirige la vita religiosa della comunità: Padre Fulgensius Emanuel Meo. Cappelano 32enne, di origine indonesiana, Padre Fulgensius è al suo primo incarico all’estero. Giuda i cattolici andini di Piacenza e ne conosce la sensibilità. “I latino-americani sono animati da un profondo senso di devozione, sono dei popoli ferventemente cattolici, la loro integrazione è favorita proprio dalle radici religiose comuni con gli italiani e dalla lingua di derivazione latina”.
La Virgen del Cisne viene celebrata in tutto il mondo oltre che in madrepatria.
Antica è la storia di questa tradizione: non molto tempo dopo la fondazione della città di Loja, in Ecuador, nel 1548, gli spagnoli colonizzarono un’area montuosa a 70 chilometri di distanza, nominandola “El Cisne”. Nel 1594, una siccità e una piaga di topi distrussero i raccolti della regione. Quando gli indigeni, minacciati dalla carestia e dalla conquista spagnola, decisero di emigrare in cerca di una terra migliore, la Vergine apparve a una giovane che pascolava le sue pecore: le promise aiuto e protezione, invitando la comunità a riprendere possesso della colonia spagnola e a costruirvi sulle rovine un santuario. Una volta edificata la chiesa, cominciò miracolosamente a piovere e la siccità cessò. Da allora il santuario viene venerato in tutta l’America del Sud e, nel tempo, la Virgen del Cisne è diventata Patrona dell’Ecuador e della diaspora dei suoi migranti.








