
di ANDREA NICOLETTI –
Nasce più di due anni fa per volontà di appassionati professionisti piacentini per accentuare e incrementare anche quello che l’associazione “ex Hotel San Marco” di Stefano Pareti stava già portando avanti da anni. È nato per risvegliare nei piacentini la storia e la vita di un piacentino illustre di adozione: cosa ha significato e realizzato per 50 anni in terra piacentina. Fra i fautori anche Corrado Sforza Fogliani, presidente della Banca di Piacenza che già nel 1992 curò l’edizione del volume “Verdi il grande gentlemen piacentino”, andato subito esaurito, della ricercatrice americana Mary Jane Phillips-Matz.
Il titolo “Giuseppe Verdi, la sua epoca, la sua storia” perché risulti chiaro che il comitato punta sulla “cultura storica e passioni private” dell’Uomo Verdi, oltre a essere un grande compositore delle più importanti opere liriche italiane.
La presentazione alla cittadinanza è avvenuta con una relazione dell’architetto Manrico Bissi in uno dei tanti luoghi verdiani: l’ex asilo d’infanzia di via san Giuliano in Piacenza, fondato da don Carlo Uttini, finanziato dallo zio Giuseppe Verdi da parte di madre.Una delle tante realtà frutto della beneficenza e attenzione verso i giovani che Verdi ha sempre avuto. Un Verdi che è stato anche e soprattutto agricoltore, con la passione di ospitare amici “alla tavola” di villa Verdi.
La prima attenzione del comitato è stata quella di puntare al recupero e riapertura della villa di Sant’Agata. Una proposta che si è concretizzata non solo con l’acquisizione da parte dello Stato della dimora storica di Villanova d’Arda, ma anche con un investimento, sembra importante, per il recupero del patrimonio immobiliare, la ristrutturazione dei libri del Maestro e la ricca biblioteca affidata alle mani esperte di Anna Riva, direttore dell’Archivio di Stato di Piacenza.

Il comitato ha sede a Piacenza, ma ha già trovato altre sedi a Cremona, a Genova e a Busseto con altrettanti referenti. Oggi consta di un consiglio direttivo formato dal presidente Gianpietro Comolli, vice Manrico Bissi, vice Alessandra Toscani referente della sede di Busseto e Fabio Salotti, responsabile dei rapporti con gli enti pubblici. Novantadue sono invece i componenti e aderenti l’assemblea, compostada appassionati, agricoltori eredi e coltivatori dei tanti poderi, mulini, caseifici di Verdi, amici musicisti attori e registri a liberi professionisti, studiosi e frequentatori assidui dei teatri di Piacenza. Fra di loro anche amici aderenti da Londra, Stoccolma, Venezia, Stoccarda, Berlino.
Progetti futuri
Programma, progetti, iniziative 2026 e 2027 sono stati al centro dell’ultimo direttivo dopo i vari incontri nei territori. Tutto parte dall’importanza di coordinare e tenere uniti i vari luoghi verdiani da Genova a Cremona, da Piacenza a Busseto e a Milano, per un Verdi Nazionale. A brevissimo si terrà un incontro a Milano presso la Casa di Riposo dei Musicisti, finanziata dal Maestro, perché diventi sede del comitato di Milano. A Piacenza invece, l’obbiettivo è stimolare la coesione di intenti fra Fondazione Piacenza Vigevano, Banca di Piacenza, Ausl e i Comune di Piacenza, Villanova, Castelvetro, Cortemaggiore, Fiorenzuola, Besenzone, San Pietro ed altri per la realizzazione di opere fisiche che segnino il territorio verdiano “piacentino”, ben oltre le opere musicali già gestite con attenzione da Fondazione dei Teatri Piacenza, per creare un reale e multimediale “circuito verdiano”.
Altra funzione è un costante stimolo verso la presidenza della Regione Emilia-Romagna tramite i consiglieri piacentini per liberare la quota di proprietà Ausl dell’ex hotel San Marco al fine di un recupero patrimoniale che permetta una riorganizzazione degli spazi: ospitare una delle sedi del Canto Lirico Unesco, il Conservatorio Universitario Nicolini per la formazione canora e campus studenti stranieri, l’archivio degli spartiti verdiani per scopi accademici e di ricerca internazionale, l’esposizione di collezioni come quella dei ritagli stampa dei fratelli Bonzanini, o dedicata all’innovazione agricola dei poderi e alla ospitalità a tavola del Maestro.
Inoltre, il comitato intende dare massimo supporto per la rivitalizzazione di Villa Sant’Agata come casa-museo arredata già visitabile dal 2027 compreso il recupero agronomico e arboreo del parco per la presenza di piante particolari. Grande attenzione meritano i bauli temporaneamente a Parma e casse di libri che la Sovrintendenza ha destinato a restauro, perché ritornino “tutti” in villa Sant’Agata e non siano divisi in più sedi.
Con la collaborazione dell’assessore Christian Fiazza del comune di Piacenza, è già ha già stato un concorso di idee per creare un logo emblematico di “Verdi uomo, sua epoca, agricoltura, terra” coinvolgendo le scuole piacentine (ma anche nazionali ed estere) per attirare conoscenza e formazione delle giovani generazioni sul potere della musica classica a unire culture e provenienze. Si parla inoltre, di dare vita a un altro concorso di idee fra professionisti e artisti per un monumento “che non c’è” dentro la città di Piacenza (davanti al Municipale, o in piazza Marconi, che potrebbe essere intitolato a Verdi).
Con la Fiab e associazioni del tempo libero verrà definito a breve un circuito-percorso gprs ciclopedonale sicuro anche per famiglie che “tocchi” tutti i luoghi verdiani da Piacenza a Busseto, coinvolgendo aziende agricole e agrituristiche, senza dimenticare il museo di Soarza Costa Picasso Pisaroni e la chiesetta delle Madonna delle Spine di san Giuliano a Castelvetro. Infine, nel 2026 si cercherà un editore per dare alle stampe un taccuino-almanacco a più mani che racchiuda le ricette e i menù e i vini della “ospitalità” di Casa Verdi, le vettovaglie, la cura dell’orto, le vigne della bassa, cioè le passioni ospitali.




