
Giovedì 22 aprile alle 11.30 in collegamento dalla piattaforma zoom
L’opera poetica di Ferdinando Cogni (Piacenza 1919-2007) e, in particolare, le sue traduzioni dal latino: in dialetto piacentino da Catullo e in italiano da Marziale.
È l’eccezionale contenuto de IL CATÜLU E IL MARZIALE, volume fresco di pubblicazione per le edizioni Mattioli 1885 a cura di Gianfranco Asveri, Gianfranco Negri, Stefano Pareti e Claudio Vela – cui si deve la pubblicazione della collana Opere di Ferdinando Cogni che comprende tre precedenti volumi -, affiancati per l’occasione da Alessandro Fo, massima autorità attuale per quanto riguarda Catullo (direttamente coinvolto dallo stesso Cogni nella sua edizione del 2002).
La riunione in un unico libro delle traduzioni da Catullo e Marziale costituisce un passo in avanti decisivo per la conoscenza e la diffusione del maggior poeta che Piacenza abbia avuto nella seconda metà del Novecento e nei primissimi anni del nostro secolo.
IL CATÜLU E IL MARZIALE sarà presentato in videocollegamento giovedì 22 aprile alle 11.30 dalla sede della Fondazione di Piacenza e Vigevano, ente che ha sostenuto la pubblicazione del volume.
Saranno in collegamento Alberto Dosi e Giorgio Milani, consiglieri d’amministrazione della Fondazione, i cinque curatori del volume e il docente Christa Mack Peccorini.
IL CATÜLU E IL MARZIALE: scheda introduttiva
Il volume di scritti che verrà presentato ha questa finalità: far sì che Ferdinando Cogni continui a lasciare dietro di sé, la sua voce, il suo testamento spirituale, la sua lezione morale, la sua opera poetica.
Entro la produzione poetica di Ferdinando Cogni (Piacenza 1919-2007) un ruolo di primo piano per il loro eccezionale valore rivestono le traduzioni dal latino: sia quella in dialetto piacentino da Catullo, pubblicata due volte in vita di Cogni, sia quella in italiano da Marziale, rimasta inedita ma nota a qualche amico che la ricevette dattiloscritta dal traduttore stesso.
Proseguendo nella collana “Opere di Ferdinando Cogni”, allestita da un gruppo di amici del poeta (Gianfranco Asveri, Gianfranco Negri, Stefano Pareti, Claudio Vela) presso l’editore Mattioli 1885 di Fidenza, e che finora ha raccolto in tre volumi unitari ciò che Cogni ha pubblicato sparsamente (La voce dell’arte. Scritti su arte e artisti; Prose di un poeta; Poesie prima di “Poesia„), la riunione in un unico libro delle traduzioni da Catullo e Marziale costituisce un passo in avanti decisivo per la conoscenza e la diffusione di quello che appare ormai senza dubbio il maggior poeta che Piacenza abbia avuto nella seconda metà del Novecento e nei primissimi anni del nostro secolo. Al gruppo consueto dei curatori si è aggiunto per l’occasione Alessandro Fo, titolare della cattedra di Letteratura Latina all’Università di Siena e non solo massima autorità attuale per quanto riguarda Catullo, come curatore della più recente e fondamentale edizione tradotta e commentata del poeta latino (Einaudi 2018), ma direttamente coinvolto dallo stesso Cogni nella sua edizione catulliana del 2002, per la quale Fo ha scritto anche una specifica Nota iniziale.
La poesia di Cogni nasce dal carattere dell’uomo, dalla sua bruciante schiettezza, dalla sua convinzione che quella poetica sia un’arte fondata soprattutto sull’economia delle parole. Infatti il poeta sa ciò che gli altri soltanto intuiscono; e intuisce ciò che gli altri neppure intravvedono.
Nella sua traduzione di Catullo colpisce il suo proclamarsi piacentino (“Ferdinando Cogni, piacentino”). Una dichiarazione orgogliosa di appartenenza a quella stessa città a cui non aveva mai risparmiato all’occorrenza, il suo giudizio critico di fronte alle miserie e alle meschinità che pure ne percorrono l’esistenza quotidiana.
Ferdinando era un uomo che sapeva essere un po’ ruvido, come lo erano del resto due altri concittadini ai quali il poeta aveva voluto bene: Giulio Cattivelli e Lodovico Mosconi. E aveva avuto ragione Piergiorgio Bellocchio: la definizione di Cattivelli, cui è dedicato “La piccola città”, << A Giulio Cattivelli giornalista, di una città cuore parola e vista>>, è un autoritratto di Cogni, tanto involontario, quanto ineccepibile.
Il legame di Cogni con Piacenza è anche legame con il presente. Con una passione inesauribile, il suo sguardo scrutava attentamente ciò che circonda l’oggi da lui vissuto, con una immediatezza che sapeva di miracoloso.
Ferdinando ha cantato lo spirito della nostra comunità, pur denunciandone i limiti, che ha riflesso nello specchio limpidissimo della sua poesia. Che è sempre risultata una meditata distillazione di un <<diario mentale>>, uno zibaldone segreto di un moralista disincantato, che dall’osservazione di una realtà spesso non allegra, elabora versi e aforismi nutriti di succhi amari. Ma è stato anche uno di quei poeti appartati che costituiscono il tesoro del tessuto letterario italiano. Con Marziale non si assiste a una intima e radicale identificazione come con Catullo, ma ciò non toglie che Marziale sia stato per Cogni compagno, e in parte maestro. Nel caso delle traduzioni da Marziale non si è giunti a un’edizione d’autore, interamente governata e curata da Cogni. A una cartellina conservata nell’archivio del poeta, e datata 1981, fanno per ora riscontro un dattiloscritto (con qualche testo in più) circolato come detto fra gli amici, e un altro dattiloscritto datato 1988 e proposto a Vanni Scheiwiller, evidentemente in vista di una possibile pubblicazione, destinata a non giungere in porto, e del cui progetto si sono, al momento, perdute le tracce.
Oggi vogliamo ricordare Ferdinando a chi già lo conosce e presentarlo a chi non ha avuto il privilegio di incontrare la sua persona e la sua opera, quando era ancora tra noi. Vogliamo cioè ridare vita ai tanti segni che egli ha lasciato dietro di sé, avvicinandoci al suo mondo con il rispetto che ogni vero artista merita.
Per partecipare all’evento è possibile collegarsi al link :
https://us02web.zoom.us/j/89756656819?pwd=d2U4bzEyODlta2t3RW9obVBqa0xBdz09
ID riunione: 897 5665 6819
Passcode: 734589




