Occhio delle telecamere puntato su Piacenza nella puntata del programma televisivo Report, andata in onda nella serata di ieri, 30 marzo 2020.

Al centro della trasmissione il caso della Clinica Piacenza che avrebbe ospitato il primo paziente 1. Sarebbe l’ipotesi emergente dal servizio giornalistico, spostando così il centro della diffusione del contagio da Codogno a Piacenza. Ma veniamo al racconto di Report.
Ospite, un’infermiera della Clinica Piacenza che resta anonima e con la voce contraffatta. L’intervistata racconta che ben prima della notizia del “paziente 1” di Codogno, alla Clinica Piacenza ci sarebbe stato il caso di un paziente che dopo aver avuto una febbre costante per diversi giorni, sarebbe stato portato via in biocontenimento.
L’infermiera racconta di aver assistito al prelievo del paziente e soprattutto racconta di come, dopo questo episodio, molti dei suoi colleghi si sono ammalati. Proprio nella stesso periodo del paziente 1. Parla di 150 dipendenti in malattia su 250, a cui non è stato fatto alcun tampone ma uno screening con tac da cui sarebbe risultato un numero consistente di polmoniti interstiziali virali.
Ben diversa, invece, la replica della Casa di Cura Piacenza. Secondo l’avvocato Adalberto Sacchelli, infatti, non risulterebbe nessun paziente di fine gennaio. Ma si starebbe invece parlando un paziente proveniente dall’Ospedale civile di Piacenza poi ricoverati alla clinica Sant’Antonino.
In ogni caso, il paziente con stato febbrile non debellabile sarebbe stato trasferito in pronto soccorso come da protocollo, dopo aver chiamato il 118. La Casa di Cura, a questo punto, avrebbe ricevuto dall’Ausl di Piacenza comunicazione della positività del tampone del paziente facendo così attivare il protocollo di verifica su operatori, pazienti e parenti.
L’Avvocato nega inoltre con fermezza che la metà dei dipendenti della Casa Piacenza siano in malattia.




