
Polemica sul restauro del Carmine, il sindaco tende la mano. Barbieri accoglie, infatti, la richiesta di Italia Nostra e si rende disponibile – previa autorizzazione della Sovrintendenza – ad aprire alla cittadinanza per un giorno il cantiere nella chiesa trecentesca e far vedere cosa è stato realizzato finora. L’associazione di tutela del patrimonio culturale, ricordiamo, contesta il famigerato soppalco previsto dai lavori di recupero, definendolo “una vandalica ed assolutamente ingiustificata intrusione di uno spazio caratterizzato dallo slancio gotico dei pilastri e dai volumi verticali dell’edificio trecentesco”.
Ma, in attesa di questo evento pubblico, sembra difficile rintracciare il responsabile dell’inserimento in progetto di questo soppalco, progetto – è bene ribadire – che ha avuto il nullaosta della Sovrintendenza di Parma e Piacenza. “Con quel soppalco io non c’entro nulla – ha dichiarato l’architetto Claudio Montagni del team dell’Università di Genova che si è aggiudicato due anni or sono fa il restauro scientifico della struttura – Come capogruppo ho firmato tutti i documenti ma il soppalco in sé non apparteneva a quell’operazione di accurata restituzione conservativa”.

Non si sottrae alle domande di delucidazione l’architetto Giorgio Cisini, assessore della giunta Dosi che riprese in mano e diede ali al progetto di recupero del Carmine fino all’assegnazione dei lavori all’Ati (formata da Edilstrade, Gaetano Cella e Kairos), lavori poi partiti sotto l’amministrazione Barbieri. “Il progetto – spiega Cisini – ha sempre contenuto un soppalco che doveva essere staccato dalle pareti, non invasivo, leggero, come semplice zona-filtro d’ingresso, una sorta di ‘bussola’ che ricorda le cantorie, niente di straordinario ma con la possibilità di salirci e vedere dall’alto la struttura bellissima del Carmine. Se anche fosse incombente – rileva – stiamo guardando dal buco della serratura il neo, se vuoi soggettivo, ma utile comunque, di un’operazione straordinaria del Comune”.
E non risparmia, l’ex assessore della giunta Dosi, una stoccata alla sezione piacentina dell’associazione Italia Nostra e all’ex sovrintendente Garzillo: “Cervellati, Garzillo e i loro seguaci, si sono messi a guardare dal buco della serratura un soppalco mentre niente hanno detto su piazza Cittadella finalmente liberata dai pullman e su una chiesa lasciata cadere per 120 anni in malo modo”. E attacca l’eccessivo “vincolismo” dell’ex sovrintendente. “Il periodo della gestione della Sovrintendenza Garzillo è stato il più buio per Piacenza. Potremmo parlare dell’operazione di Bastione Boghetto o della cittadella giudiziaria. Per il no di Garzillo al progetto di portare il mercato coperto nel Carmine perdemmo 4 milioni di euro nel 2008. Noi li abbiamo recuperati, a fatica, nel 2016 con un progetto articolato e trovando, con l’aiuto della Regione, la funzione di laboratorio della mobilità che tiene insieme il tutto. Si tratta di una straordinaria operazione di recupero, non dimentichiamolo”.




