
Fin dai primi giorni del contagio gli accessi al pronto soccorso che non fossero correlati al coronavirus sono crollati.
Più grande la paura del contagio che il dolore evidentemente. Questa scelta non deve applicarsi a chi ha sintomi riconducibili a problemi cardiaci quali dolore al petto o al braccio, sudorazione, palpitazioni.
Invece – osserva il primario di cardiologia Giovanni Quinto Villani – è così non solo a Piacenza, ma in tutti gli ospedali in prima linea nella lotta al covid-19. Il rischio è intervenire quando ormai è troppo tardi, trattandosi di patologie in cui l’intervento precoce risulta fondamentale. Esorta quindi a non sottovalutare i sintomi e chiamare il 118, rassicurando che sul tema sicurezza in ospedale esiste un percorso dedicato protetto per i pazienti non affetti dal virus.
Per quelli positivi, in cui il rischio di complicanze cardiologiche è fin superiore, esiste un’area dedicata seguita da una equipe con tutte le protezioni necessarie.




