«Che fine faremo?» L’avvicinarsi della scadenza posta dall’Amministrazione comunale per il riordino delle Circoscrizioni – in teoria il 28 febbraio, ma in pratica una data precisa non è ancora fissata – fa alzare la “pressione” delle associazioni che hanno trovato accoglienza nelle sede degli ormai ex quartieri. In particolare la Circoscrizione 2, fino a primavera diretta da Piero Solenghi, ospita ben quattro associazioni – Le mani della donne, Gasp, il gruppo Kamenghe e il comitato Pertite – che aspettano “che ne sarà di loro”.
C’è chi ha già inviato una lettera a Palazzo Mercanti, come il comitato Pertite, e chi aspetta di vedere cosa accadrà per prendere decisioni, ma tiene ben d’occhio la situazione.
E’ il caso del Gruppo di acquisto solidale di Piacenza che negli spazi della circoscrizione 2 trova accoglienza non solo per riunioni e iniziative, ma anche come deposito.
Con un centinaio di soci iscritti e almeno una trentina di famiglie che acquistano in solidarietà prodotti alimentari, il Gasp è una realtà viva e attiva sul territorio.
Fondamento del gruppo, nato nel 1997, è la cooperazione ma anche, se non soprattutto, il sostegno delle piccole produzioni locali con un’anima bio.
«Rimanere sul territorio – spiega Deborah Stragliati, portavoce del gruppo – comporta molti vantaggi. I produttori vengono pagati subito, il che agevola la piccola economia locale, gli alimenti sono freschi e controllati e facendo grandi ordini si abbattono anche i costi e i tempi del trasporto, che fanno i nostri soci. Visto che le raccolte sono organizzate con turni conteniamo anche le immissioni di Co2 nell’aria, contenendo l’inquinamento dell’aria».
«La Circoscrizione ci ha offerto uno spazio dove contenere i prodotti non deperibili. Qui organizziamo le distribuzioni, invitiamo i produttori e organizziamo anche un piccolo mercatino biologico che si allarga anche ai prodotti dei nostri soci».
Alimenti biologici di filiera corta, abbattimento di costi e inquinamento, solidarietà. «Un sistema che ha conseguenze dirette sulla qualità della vita dei nostri soci – aggiunge Deborah Stragliati – Mangiano meglio, più sano, seguendo i ritmi della natura e, non dovendo andare al supermercato ogni settimana, hanno più tempo per loro stessi e la famiglia».
«Un modo di autoregolarsi, sprecando meno e risparmiando cibo e denaro».
Una vita slow che in tempi di crisi ha ben più di un vantaggio.




