Bastione Borghetto, progetti cercansi

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di Roberta Suzzani – Bastione Borghetto, si volta pagina. Di certo c’è che farà da cornice all’edizione di Sorgente del vino 2013, manifestazione enologica che per il suo quinto compleanno abbandona il castello di Agazzano e si trasferisce nel cuore della città. Di altrettanto certo c’è che il Demanio si è dichiarato disponibile alla possibilità di una cessione gratuita dello spazio a favore della città. Con il successo portato a casa dall’assessore comunale Silvio Bisotti, si volta finalmente pagina nella decennale vicenda di quella che possiamo definire una perla chiusa nella sua conchiglia.
Per il resto, su Bastione Borghetto, è ancora tutto da vedere, trattare, aggiustare e ogni progetto o proposta di utilizzo dell’immobile, ristrutturato ormai dodici anni or sono e da allora in cerca di una destinazione più o meno stabile, dovrà passare al vaglio della Soprintendenza.
«La condizione posta dal Demanio per la concessione della struttura – sottolinea l’assessore Bisotti, che frena i facili entusiasmi e pensa a come attraversare il mare tra il dire e il fare – è che l’utilizzo del Bastione sia inserito in un progetto unitario e coerente con finalità sociali, culturali, di promozione enogastronimica locale e comunque non esclusivamente legate al profitto economico».
Una valorizzazione coerente con l’importanza storica dello spazio che restituisca il Bastione ai piacentini e, al contempo, dìa una spinta al turismo, localizzando anche in città e non solo fuori dalle Mura Farnesiane, manifestazioni e iniziative culturali ed enogatronomiche per cui la realtà piacentina non solo sarebbe una quinta scenica perfetta, ma anche una risorsa fondamentale.
«Stiamo studiando un bando rivolto a tutte le associazioni piacentine». Nei piani dell’assessore comunale c’è un progetto di squadra. Uno spazio ampio come quello del Bastione, e così bisognoso di manutenzione, non è gestibile da una o due realtà. Serve una sinergia più articolata «che sia in grado di declinare un progetto ambizioso, utile e autosufficiente».
Le porte di Bastione Borghetto potrebbero, quindi, aprirsi alla città grazie a una proposta che ricorda quella già avanzata nel 2006 dall’allora assessore al bilancio Francesco Cacciatore, il quale, ai tempi, aveva intavolato una trattativa con il Demanio per l’utilizzo, con pagamento di un affitto, dell’immobile.
Attualmente, infatti, la struttura è concessa a titolo oneroso su richiesta di associazioni o privati che ne facciano richiesta. Così è stato, ad esempio, per il Partito Democratico che da anni organizza qui le sue feste. Così sarà per Sorgente del vino, che dal 27 al 29 aprile accoglierà all’ombra delle mura oltre cento tra produttori e viticoltori biologici e biodinamici da tutt’Italia. «Quello che vorremmo fare – conclude Bisotti – è andare oltre un utilizzo estemporaneo, per far diventare il Bastione parte integrante della vita cittadina. Solo “consegnando” questo spazio alle associazioni potremo restituirlo ai piacentini».
Una “restituzione” attesa da anni. Dal suo chiacchierato restauro a cura di Marco Dezzi Bardeschi per cui lo Stato sborsò cinque miliardi di vecchie lire – le coperture azzurre degli edifici, ora tendenti al verde, lasciarono perplessi i puristi del recupero conservativo – il Bastione è stato un palcoscenico raramente sfruttato. Sede fissa, come detto, delle feste del Pd e sfondo di manifestazioni sportive e musicali, prima tra tutte Tendenze, per il resto è rimasto uno spazio inutilizzato.
Negli ultimi anni molte voci indignate si sono alzate a denuncia dello stato in cui versa la struttura. Un semiabbandono che recentemente ha portato al cedimento di alcuni mattoni nel segmento di mura proprio al di sotto del bastione. Un crollo, dovuto a infiltrazioni d’acqua, che con ogni probabilità sarebbe stato facilmente evitato con un controllo più attento della struttura.
Una, e forte, tra le tante voci di denuncia fu quella dell’allora consigliere comunale Andrea Paparo, oggi assessore provinciale. A una manciata di anni dal recupero dell’opera, alzò i toni e minacciò manifestazioni di protesta per denunciare il malgoverno della cosa pubblica. Parole cadute più o meno nel vuoto, purtroppo. Il Bastione è rimasto una cattedrale, se non proprio nel deserto, quanto meno in un zona desolata.
Tutto ciò a dispetto di chi questo spazio, a due passi dal centro cittadino, ricco di storia e potenzialità, saprebbe bene come utilizzarlo. La lista è lunga e annovera tante associazioni culturali e molti politici. Dalla proposta di creare una cittadella dell’economia sociale di Daniele Negri, in forza al Partito democratico, per promuovere l’autoimprenditoria giovanile e dell’artigianato che comprenda esperienze di co-working, fino al più recente appello del consigliere regionale Andrea Pollastri, il quale, come rappresentate del Pdl, ha presentato un’interrogazione in Regione per chiedere un impegno dell’Ente centrale in seno all’Agenzia del Demanio «affinché illustri i progetti per il Bastione Borghetto e, soprattutto, stabilisca quando potrà essere messo a disposizione della città, delle Associazioni e dei cittadini».
Una restituzione che potrebbe essere dietro l’angolo.

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