Il Comune di Reggio Emilia, con 11mila 645 like, è il quarto più apprezzato sul web, Ferrara è il quinto, Cesena il sesto, Rimini l’ottavo. Modena, Ferrara e Rimini compaiono tra i primi dieci Comuni classificati in base alla capacità di coinvolgere gli utenti. E il Comune di Piacenza? Beh, su Facebook deve ancora sbarcare.
Blogmeter analizza l’attività sui social network delle Amministrazioni italiane, valutando la capacità di interazione con i cittadini e la capacità di offrire servizi sfruttando piattaforme sempre più in voga i ogni fascia di età. Beh, per Piacenza il risultato è po’ modesto. Anzi, per dire la verità, su questo fronte la Primogenita è ancora ferma ai blocchi di partenza, mentre, come mostrano i dati, a pochi chilometri di distanza Amministrazioni più lungimiranti – almeno su questo fronte – hanno trasformato Facebook e Twitter in utili strumenti per comunicare con i cittadini, in bacheche di servizio informali e, quindi, più vicine alla gente.
Per completezza, bisogna riconoscere a Palazzo Mercanti uno sforzo fatto in termini di socialità: ma si tratta di uno sforzo vano, privo di risultati tangibili. Il Comune ha infatti tentato di aprirsi ai commenti e ai suggerimenti dei cittadini con il portale Partecipa Piacenza. Peccato che un rapido tour tra le pagine del sito permetta di constatare come a commentare post e progetti, sin qui, siano stati solo uffici e dirigenti comunali.
Insomma, Facebook, come dimostrano esperienze geograficamente vicine alla nostra, non è solo Farmville, faccine e foto di gruppo in cui targare gli amici. Può essere uno strumento al servizio dei cittadini, un vero strumento di partecipazione. Il tutto sta nella capacità di saper leggere i fenomeni e saper sfruttare idoneamente gli strumenti gratuiti a disposizione di tutti.




