I mal di pancia di Andrea Gabbiani erano noti. Lo erano meno quelli delle colleghe in Consiglio comunale Mirta Quagliaroli e Barbara Tarquini, usciti di fatto allo scoperto con la partecipazione collettiva alla ribattezzata “Leopolda di Pizzarotti” che ha avuto luogo domenica scorsa in un hotel a quattro stelle di Parma, ufficialmente per la presentazione del nuovo statuto comunale varato dal sindaco Federico Pizzarotti. L’unico, della giovane storia dei pentastellati, a fare concreta opposizione alla leadership. Un evento, quello di Parma a cui hanno partecipato anche gli amministratori piacentini, che ha visto la partecipazione di 400 persone giunte da tutta Italia, tra cui centinaia di consiglieri comunali, un eurodeputato, otto parlamentari e quattro parlamentari fuoriusciti dal movimento. Un po’ tutti accomunati dal desiderio che il Movimento 5 Stelle faccia uno scatto in avanti, oppure all’indietro, a seconda di come si interpreti la richiesta proveniente dalla base di “tornare alle origini”. Il malcontento nei confronti del duo Grillo-Casaleggio (che non hanno preso benissimo l’iniziativa) è evidente al punto che da una deputata (Sarti) è giunta addirittura la proposta di togliere dal simbolo il nome di Beppe Grillo. Eppure attenzione a prendere ingannevoli tangenti. Nessuno dei presenti, Pizzarotti in primis, vuole sentire parlare di dissidenti o di scissione. “Il Movimento siamo noi” hanno scandito a Parma. Gabbiani ha spiegato le ragioni della sua partecipazione all’evento, sgombrando subito il campo da equivoci e lasciando intendere che anche a Piacenza il Movimento 5 Stelle studia per prepararsi a governare. Non utopia, ma pensiero più che concreto. “A chi ci addita come dissidenti voglio solo dire che è un irresponsabile in quanto mette solo zizzania tra chi lavora nei Consigli comunali con serietà e dedizione. La politica è cosa seria, ma vedo che ci sono persone che non l’hanno ancora capito e che sono la rovina del Movimento stesso. Se alla prossima tornata elettorale vogliamo cercare di governare la città bisogna crescere e vedere come hanno fatto gli amministratori a 5 Stelle, e Parma è fortunatamente vicina a noi”. Piuttosto Parma viene vista dai consiglieri dei 5 Stelle come esempio e Pizzarotti come modello di sindaco da seguire. “Sono curioso di vedere come hanno modificato lo statuto comunale inserendo il referendum propositivo senza quorum – ha proseguito – Quanto è stato fatto, dalla giunta a 5 stelle a Parma non è cosa da poco, considerato la prassi amministrativa burocratica con la quale una qualsiasi amministrazione deve fare i conti. Ritengo sia importantissimo vedere come lavora un’amministrazione che governa una città come Parma, paragonandolo al lavoro di opposizione che il gruppo consiliare del M5S fa a Piacenza. Sono due punti di vista completamente diversi e, visto che il Movimento dovrebbe essere condivisione di esperienze, ritengo che ad una giornata del genere non posso assolutamente essere persa”. Fino ad oggi decisamente più silenziosa di Gabbiani, ma sulla stessa lunghezza d’onda, anche Mirta Quagliaroli. “Dobbiamo capire come superare le criticità, innanzitutto prendendo coscienza del fatto che ci sono delle criticità. Non siamo evidentemente stati capaci di riottenere la fiducia degli elettori degli anni passati. Prendiamone atto, e facciamo un passo in avanti. Diventiamo adulti».




