Centrale 118, Piacenza chiude. Parma risponde

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di Elena Camcentrale nuova 118inati C’è fermento tra gli operatori della centrale del 118 di Piacenza. Fermento misto a malinconia perchè è il giorno dello switch off, il giorno in cui gli operatori non risponderanno più alle chiamate di emergenza sanitaria. Insomma si chiude un’era iniziata nel settembre del 1993. E alcuni di loro, di quelli che avevano inaugurato la sede di via Anguissola ci sono ancora oggi, come Sandra, infermiera, che nel suo lavoro ci ha messo il cuore. Oggi per lei è un giorno triste. “Ci sono situazioni che bisogna accettare e credo che questo sia avvenuto – ci dice con il nodo alla gola – la centrale operativa prosegue come centrale di traporto intraospedaliera. Diciamo che abbiamo chiuso una porta e se n’è aperta un’altra, speriamo sia un bel viaggio”. Sandra Rovelli è in via Anguissola dal primo giorno di apertura: “faccio parte delle galline grigie – dice ridendo – non dei dinosauri. Ventuno anni fa qui c’erano un tavolo, sette sedie. Con noi c’era anche Maurizio Saltarelli. Da sette siamo diventati diciannove, una famiglia che si è allargata”. Se chiediamo a Sandra cosa ricorderà della giornata dello switch off, sulle prime è in difficoltà, poi le torna il sorriso “la mia ultima chiamata mi è piaciuta molto, una signora di 83 anni, cantante lirica, al termine della nostra conversazione mi ha omaggiata di un pezzetto di canzone”. L’ultima chiamata alla centrala di via Anguissola è arrivata alle 9.30 dall’istituto Balderacchi di Riva di Ponte dell’Olio, per una difficoltà respiratoria, la prima, trasferita a Parma, alle 10.58 da Rivergaro. Gli operatori guidati dal coordinatore Stefano Nani hanno terminato la gestione delle ultime ambulanze per poi staccare i centralini. Un passaggio importante, una data quella del 10 dicembre, che segna un cambiamento forte, non tanto per i cittadini per i quali non cambierà nulla, ma per l’azienda sanitaria locale con la nascita della centrale Emilia Ovest che comprende Piacenza, Parma a Reggio Emilia. “I lavori sono andati bene – ha spiegato Nani – alle 9.36 le chiamate sono state girate da Piacenza a Parma, le reti radio sono state unificate e i mezzi di soccorso informati tramite sms dell’avvenuto passaggio. Da quel momento Parma riceve le chiamate che arrivano da Piacenza e le gestisce attraverso i nostri mezzi”. I cittadini non si accorgeranno del cambiamento, l’unica cosa che cambierà sarà il punto di ricezione della chiamata. Piacenza perde il 118 ma rafforza la rete del soccorso; verranno potenziati i presidi di Croce Rossa e Anpas di Rivergaro, Piacenza, Pianello. Un’automedica verrà posizionata in tangenziale sud e un’altra delle due a disposizione del presidio di Fiorenzuola sarà spostata a Roveleto. “Come in tutte le riorganizazzioni bisogna avere la forza di mettersi in gioco e di creare servizi nuovi – spiega Nani – con l’aiuto della direzione dei volontari abbiamo potenziato l’emergenza territoriale nelle aree critiche e la centrale rimarrà aperta sulle 24 ore come punto di riferimento. Nonostante questo emotivamente parlando quella di oggi è una perdita – confessa – non nascondo che quando mi hanno comunicato che era avvenuto lo switch off, una lacrima mi è scesa. Ognuno di noi, ogni giorno, ha messo un po’ di se stesso nel lavoro quotidiano”. E a Parma cosa succede? La centrale Emilia Ovest, in via del Taglio, gestirà 143 postazioni: nelle varie postazioni dislocate capillarmente sulle tre province sono presenti 109 ambulanze base, con equipaggi in grado di praticare manovre di rianimazione e defibrillazione precoce, 12 ambulanze infermieristiche, 2 auto infermieristiche e 18 automediche. La centrale operativa unica Emilia Ovest gestisce anche l’elisoccorso con base all’Ospedale di Parma. “Non cambierà nulla per il cittadino – conferma Adriano Furlan direttore della centrale di Parma – neanche dal punto dispositivo delle postazioni territoriali. I mezzi partono da Piacenza e avremo un implemento della capacità assistenziale con esperti di emergenza urgenza che vanno ad aggiungersi a quelli già presenti”. “Il nostro obiettivo è di insistere sul contatto continuo con l’utente – spiega Antonio Pastori responsabile infermieristico 118 Parma – questo per intercettare le situazioni complesse per cui si devono dare istruzioni anche nella fase del prearrivo. Le prime indicazioni sono fondamentali. In questo modo la centrale operativa è in grado inviare il mezzo di soccorso adeguato per affrontare le situazioni che si pongono in essere”.

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