Di grandi complimenti la giunta Dosi francamente non ne ha ancora presi. Di strigliate invece sì, quelle non sono certo mancate. Nei primi sette mesi di mandato le sono piovute addosso da ogni dove critiche di immobilismo, perfino da alcuni consiglieri di maggioranza. Ma anche ora che l’amministrazione sembra essersi sbloccata “producendo” qualcosa di concreto, i risultati non paiono del tutto incoraggianti: ancora critiche. Nonostante le temperature meteo ancora rigide di questi giorni, il clima politico intorno al Comune e al sindaco racconta di un inizio primavera rovente, stagione che accompagnerà l’amministrazione al primo giro di boa. I fronti caldi sono tre: l’avvio del percorso del Psc, l’insicurezza in via Roma dopo i recenti fatti di cronaca, ma anche un argomento – se vogliamo più frivolo – come quello del Luna Park nel parcheggio di viale Malta. Su quest’ultimo, nonostante le critiche bipartisan, la giunta Dosi sembra andare avanti a testa bassa convinta che “l’esperimento” le darà ragione. Su via Roma, eterno dibattito sulla sicurezza, vanno registrate le dure prese di posizione di Pdl e Lega Nord. “Altro che paese delle meraviglie – si diceva tra i banchi del centrodestra in Consiglio – Le vostre politiche su via Roma sono fallite. Serve più repressione sulla base delle leggi”. Ma è quello sul Psc il tema senza dubbio più succulento. “Un piano che guarda alla modernità”. L’avvio del percorso di attuazione del Piano strutturale comunale (Psc), il documento che disegna la Piacenza dei prossimi vent’anni, è stato annunciato nei giorni scorsi da Dosi e dall’assessore all’Urbanistica Silvio Bisotti insieme con il dirigente Taziano Giannessi. Una serie di confronti pubblici sulle norme attuative e sul Rue (i documenti allegati al Psc) verrà calendarizzata a partire dal mese di aprile e si svilupperà per due mesi. Successivamente il piano arriverà in giunta, poi alle commissioni consiliari e quindi verrà proposta la sua adozione al Consiglio comunale. “Diamo ufficialmente il via al percorso di adozione del Psc” ha detto il sindaco. Dei dettagli ha invece parlato Bisotti: “Vogliamo chiarire che il lavoro che ha portato al lavoro preliminare, partito nel 2008 e conclusosi con la conferenza di pianificazione del 2011, offre un documento molto interessante e di grande stimolo. Riteniamo che le linee di indirizzo del Psc siano all’avanguardia se rapportate alla nostra collocazione geografica. E’ un piano che accetta le sfide importanti della modernità e dello sviluppo sostenibile: questo Psc dice no al consumo di suolo (“Stimiamo che esistono 6mila appartamenti sfitti questo la dice lunga di come gli spazi di mercato si siano assottigliati”) e punta invece alla riqualificazione e alla rigenerazione della città dal punto di vista urbanistico con possibilità di completamento di alcune aree non ancora completate dal Prg”. Altro che amministrazione comunale lenta e senza idee. Bisotti ha voluto fugare alcuni dubbi che a tal proposito stavano serpeggiando in città visti i ritardi della pratica. Ed ha per questo invitato i cittadini a consultare la documentazione sul sito del Comune. “Alla base c’è stato un percorso partecipativo assai significativo che si è concluso nel dicembre 2011. A quel punto l’amministrazione ha dato corpo alle norme attuative e alla cartografia varia. Ed eccoci”.
In adozione verrà portato il documento complessivo, ma prima l’amministrazione “ha voluto offrire ancora un congruo periodo di tempo per approfondire il confronto nei prossimi due mesi, almeno sui documenti allegati. Riteniamo che il dibattito non si debba ridurre alle sole istituzioni”. Terminato questo percorso, e dopo l’adozione, inizierà il periodo per le osservazioni che durerà 60 giorni. L’approvazione definitiva è attesa entro l’anno “o poco più”. “Non intendiamo riaprire il dibattito sulle linee di indirizzo – ha però voluto specificare Bisotti – visto che lo spazio c’è stato ed è stato abbondante”.
In tema di aree militari “tutta la scommessa su questo grande patrimonio fa parte delle linee di sviluppo della città. In particolare sull’ex Pertite ci sarà ogni sforzo per arrivare all’obiettivo del parco verde. Questa è la strada”. E qui sta uno dei nodi principali della questione. Perché Bisotti ha di fatto messo una pietra tombale sulla richiesta di variante che arriva da tempo dal comitato Pertite. “Una variante anticipativa risulta incompatibile sulla base di alcune sentenze giurisprudenziali perché mancano accordi a monte con la proprietà, che è l’autorità militare”. Ma le parole non hanno convinto il comitato che al grido “basta balle” è tornato a protestare sotto il Municipio anche lunedì scorso durante la seduta del Consiglio comunale attaccando il sindaco Paolo Dosi e accusandolo di non mantenere la parola data. Fronte delicato politicamente questo. Perché dopo averlo votato alle elezioni, ora quelli del comitato battono cassa.
Lo stesso Dosi ha comunque spiegato che i contatti con l’autorità militare sono in corso e che “la partita delle aree militari va ragionata nel suo complesso”, tesi sposata anche dal Pd (nonostante qualche mal di pancia). “L’orientamento che abbiamo colto è che l’autorità militare tiene in considerazione le sensibilità locali e non intende ostacolare le istanze del territorio, dall’altro è arrivata una conferma: i militari non hanno intenzione di dismettere la loro presenza a Piacenza, addirittura non escludono un potenziamento. Se avessero deciso diversamente si sarebbe posto un problema. Il futuro delle nostre aree militari è legato a doppio filo a questi due eventi”. Insomma, nonostante siano anni che si parla di aree militari, la sensazione è che occorra ogni volta tornare ai blocchi di partenza. E che il percorso sia di nuovo in salita.




