Giovani Industriali, il riconfermato Giuseppe Conti
invita alla fiducia. Nuovo consiglio, 50% di donne

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confindustria piacenzaBilancio positivo per il primo mandato, programma ricco per il secondo e fiducia nell’apporto che forze fresche e idee nuove possono dare alle aziende piacentine. Riconfermato da qualche giorno al vertice,  il presidente dei Giovani Industriali di Piacenza Giuseppe Conti (della SAIB di Fossadello di Caorso) – che capitanerà  un consiglio composto per metà da donne e per 9/16 da new entry –   guarda con ottimismo al futuro anche se è ben conscio delle difficoltà della congiuntura economica.
“Ciò che mi ha spinto a ricandidarmi in un momento non facile – spiega Conti – è stata proprio la consapevolezza che in questo momento, per ottenere risultati, c’è da correre: il mio obiettivo è rendermi utile per dare alle nostre aziende lo spunto in più che serve”.
Nel corso del primo mandato è stato fatto molto: quali le iniziative più importanti?
”Mi ero prefigurato, fin dall’inizio, di fornire strumenti di crescita per le nostre aziende. In questo senso, come gruppo dei Giovani Industriali, abbiamo costruito un percorso formativo in più tappe prendendo spunto anche da mondi diversi che ci devono insegnare a fare scelte vincenti in tempi molto rapidi. Abbiamo per esempio sentito Giovanni Panzetti e Giovanni Rebecchi, dirigenti rispettivamente della Foppapedretti Bergamo e della Rebecchi Nordmeccanica sul “fare squadra”, il presidente di Philip Morris Italia Eugenio Sidoli sul “saper osare” e la group manager di Veneta Cucine Denise Archiutti sulla “costruzione di un successo”, inoltre l’ex ministro Giorgia Meloni ci ha presentato il suo libro “Noi crediamo-Viaggio nella meglio gioventù d’Italia”. Per questi incontri abbiamo scelto il Barino Cafè per portare questo percorso nel cuore di Piacenza e per aprirci alla città, ed abbiamo collegato questi “aperitivi con” a raccolte fondi per diverse onlus locali.
Il percorso formativo si è infine ulteriormente arricchito con il corso sui costi aziendali svolto dai docenti della prestigiosa SDA dell’Università Bocconi, una ‘due giorni’ al Poggiarello di Scrivellano di Travo che si ripeterà sull’onda del grande successo della prima: abbiamo avuto un clamoroso overbooking di iscritti, circa 60 contro i 30 inizialmente previsti.
Mi piace l’idea che tutte le nostre iniziative non siano una semplice kermesse mondana, ma che diventino ogni volta un’occasione di confronto con chi sa fare impresa e ha qualcosa da insegnare.
Un ulteriore obiettivo che mi pongo è che il gruppo dei Giovani Industriali sia una sorta di brainstorming continuo, si configuri cioè come una fucina di idee, di spunti e di stimoli per le aziende piacentine”.
Aziende giovani in assoluto, ma anche aziende storiche che adesso sono guidate da giovani: come vede la realtà piacentina?
“Alla contrazione di fette importanti dell’economia piacentina fa da contraltare il buon andamento di alcuni settori, dalla meccanica che esporta all’alimentare. Anche se altre realtà, pure vicine, sono più abili a promuoversi, noi piacentini siamo certamente bravi a fare impresa: dalla posizione di presidente dei Giovani Industriali ho potuto conoscere meglio casi aziendali che non hanno nulla da invidiare alle multinazionali per statura manageriale, capacità organizzative e performance ottenute”.
In sintesi, ci sono motivi per avere fiducia.
“Certamente. Vedendo i giovani che sono al mio fianco, da presidente dei Giovani Industriali ma anche da componente dell’ufficio di presidenza ‘senior’, ho potuto notare una grande capacità di saper strutturare le rispettive aziende al fine di renderle più efficienti. Rispetto alla prima generazione è più facile, per un giovane, accettare l’idea che un’azienda che ha funzionato anche molto bene per trent’anni debba cambiare per poter continuare ad andar bene.
Sui fronti dell’organizzazione interna, del muoversi su nuovi mercati e di un più aperto rapporto con le banche, i giovani possono davvero garantire una marcia in più”.
A proposito di banche: non è stato un periodo facile, per l’accesso al credito.
“Vero, ma forse il peggio è alle spalle. E’ giusto auspicare che le banche siano al fianco delle aziende, ma sta anche a noi imprenditori saper comunicare meglio i nostri programmi: puntare su maggior trasparenza su idee e progetti, nel segno di una mentalità diversa, può portare – nel giro di qualche anno – ad una situazione completamente diversa, in positivo, rispetto all’attuale.
Dai dati congiunturali qualcosa di buono emerge, e posso testimoniare che i giovani che fanno impresa hanno entusiasmo e voglia di fare. Nessuno pensa di delocalizzare o di cedere, mentre altrove questo accade: investimenti e fiducia nel futuro ci sono”.
Proprio guardando avanti: come approfittare al meglio di Expo 2015 di Milano?
“Dobbiamo essere in prima linea, come auspica anche il presidente Bolzoni. Saper promuovere Piacenza, con i suoi prodotti di eccellenza e la sua qualità della vita, sarà decisivo: bisogna dare il massimo”.

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