
Lo storico direttore dell’Archivio di Stato di Piacenza, Gian Paolo Bulla, dopo 24 anni di onorato servizio, va in pensione. Purtroppo, a causa dell’emergenza coronavirus, non è stato possibile organizzare una festa per salutarlo e invitare all’Archivio istituzioni, politici e utenti con cui Bulla ha sempre intrattenuto rapporti basati sul rispetto e la fiducia. Gian Paolo Bulla ha però voluto inviare un saluto, tramite una diretta facebook sulla pagina dell’Archivio di Stato di Piacenza, e tracciare un bilancio della sua pluriennale esperienza come direttore. “Della mia carriera ricordo molte cose belle, molti successi e qualche insuccesso. Si è cercato di operare, tutti insieme, senza presunzione ma con spirito di collaborazione: l’Archivio di Stato di Piacenza si è fatto apprezzare per la sua funzione e per la sua competenza, per le attività culturali e didattiche, così da costruire un centro culturale riconosciuto nel territorio. Più che un Archivio di Stato è un archivio della città, a disposizione di tutti”.
I suoi collaboratori lo ricordano come un direttore sempre presente, che era possibile disturbare anche nei giorni di malattia o di ferie. “Lo ringraziamo per il sostegno che ci ha dato anche umanamente” proseguono ancora i suoi collaboratori. “Chi aveva un problema personale o famigliare ha sempre potuto contare sul suo appoggio. Ha saputo creare un clima familiare e di vera collaborazione e ha reso l’Archivio un luogo di lavoro accogliente e stimolante”.
“Grazie direttore, grazie Gian Paolo ti auguriamo ogni bene per l’inizio di questa nuova avventura” concludono infine i collaboratori di Bulla presso l’Archivio di Stato di Piacenza.
In un’occasione così importante arriva anche il plauso e il ringraziamento dell’assessore alla cultura Jonathan Papamarenghi: “Desidero ringraziare il prezioso e importante lavoro svolto in tanti anni dal dottor Giampaolo Bulla, direttore dell’Archivio di Stato di Piacenza, che in questi giorni lascia il proprio incarico per la meritata pensione. Il lavoro svolto dal dottor Bulla in tanti anni di servizio è di grande rilievo, in quanto ha saputo raccogliere l’eredità dell’allora direttore Piero Castignoli, indimenticato storico del medioevo piacentino e dare all’Archivio di Stato una riorganizzazione e una catalogazione che consente oggi una consultazione sia digitale che cartacea. Bulla e i suoi collaboratori hanno dato il via a un’operazione di riordino che inizia nel 1806, quando venne istituita da Napoleone la “mairie” autonoma (che segna la nascita del Comune moderno), e va al 1969, 41 anni fa, il lasso di tempo necessario perché un archivio possa essere considerato storico”.
Aggiunge Papamarenghi: “In tanti anni ha saputo collaborare con l’assessorato alla Cultura in modo proficuo e costruttivo, comprendendo in modo chiaro che il ruolo delle istituzioni culturali è quello di fare squadra per il bene comune”. Prosegue l’assessore: “L’impegnativo trasferimento, avvenuto in questi anni, di gran parte dei materiali dell’Archivio di Stato presso la basilica di Sant’Agostino è un importante passo in avanti, di cui Bulla è stato senz’altro artefice. Credo che la sua professionalità sia stata e sarà ancora disposizione della comunità piacentina; sono certo che come ha fatto in passato, Giampaolo Bulla continuerà a collaborare con prestigiose riviste quali il Bollettino Storico Piacentino e a dare il proprio contributo alla ricerca, allo studio e alla scoperta di nuovi materiali sulla storia della città”.
A sostituire Bulla nel ruolo di direttore dell’Archivio di Stato di Piacenza subentrerà Anna Riva.




