E’ una ferita ancora profonda quella del calcio scommesse, un’incredibile sequenza di truffe e misfatti che ha affossato la gloriosa ventennale epopea a cavallo tra serie A e B del Piacenza Calcio. Ci ha pensato ancora Carlo Gervasoni a riportare con le sue parole e i suoi racconti nella trasmissione televisiva “Open Space” alla mente quei tristi momenti. Un racconto, quello dell’ex-calciatore, che ha stupito in termini di lucidita’ e serenita’, soprattutto per cio’ che concerne l’incontro Atalanta-Piacenza, un po’ il “ground zero” di tutto il malaffare. Nell’intervista si parla di 60 gicoatori coinvolti a vario titolo nel giro di partite truccate, di 12 match direttamente alterati dal difensore biancorosso (quasi tutti incontri di Albinoleffe e Piacenza), di mazzette di sviariate decine di migliaia di euro da ripartire tra uno o piu’ calciatori, di un sistema radicato sia nel tempo e nel territorio che ha “infettato” per oltre tre anni quasi tutta la serie B e buona parte della serie A. Fa male rivedere quel famigerato match di Bergamo nel quale il Piacenza si giocava addirittura l’ingresso nei play-off per la serie A ma che invece una banda di farabutti composta da Gervasoni ed altri due biancorossi ha palesemente truccato trasformando i novanta minuti in una incredibile farsa tra goffi inteventi in area, tentativi di ridicoli di non-parate ed addirittura la paura di di non riuscire a prendere gol. E’ un qualcosa di raccapricciante nel sentire un giocatore che ha vestito una gloriosa maglia centenaria, coprirsi di vergogna e di ribrezzo non solo per aver alterato serie di incontri, ma per aver contribuito ad sporcare in maniere indelebile la credibilita’ ed il nome del Piacenza Calcio fino a al successivo fallimento ed alla caduta nei dilettanti. Tra tutte le immagini da “mai dire gol” delle papere di Cassano e dei goffi movimenti di Gervasoni, una sequenza ci rimane particolarmente impressa e ci fa riflettere tristemente: e’ l’inquadratura dello spicchio dei tifosi biancorossi festanti con bandiere e sciarpe a seguito della squadra, per loro doveva essere un pomeriggio di festa e di giubilo in viaggio per acclamare una formazione che incredibilmente profumava di serie A, nessuno di loro poteva immaginare di assistere ad uno dei piu’ grandi bluff che il calcio italiano ricordi. Forse la giustizia fara’ il suo corso, ma nessuna sentenza potra’ risarcire la passione tradita.




