
Andrea Gabbiani, da tre anni e mezzo in Consiglio comunale. Siete entrati a Palazzo Mercanti con l’aria dei “remigini”. Oggi chi siete voi “pentastellati”?
“Abbiamo sicuramente imparato tanto a livello amministrativo, ma noi siamo gli stessi. Il nostro programma elettorale non era solo uno spot, ma un programma concreto e realizzabile con la volontà politica. Quella che manca nei partiti tradizionali”.
Qualcuno sostiene che la politica dia assuefazione e che quando si entra nei corridoi del “palazzo” si imparano tutte le tecniche, anche quelle meno nobili. È vero?
“Non è questioni di tecniche, le tecniche di per sé sono neutre, è questione di coerenza e di onestà, e noi abbiamo dimostrato di averla”.
Avete da poco votato le linee di mandato dell’amministrazione Dosi. Il vostro è stato un giudizio fortemente negativo. In questi anni non avete lesinato critiche all’amministrazione.Perché? Quali le colpe dell’amministrazione? Quali i provvedimenti più osteggiati?
“L’amministrazione ha fatto di sicuro anche cose buone, ma in tre anni penso che chiunque avrebbe fatto anche qualcosa di positivo. Se guardiamo a Parma e facciamo un confronto da dove sono partiti loro e dove sono arrivati il confronto è molto penalizzante per l’amministrazione Dosi. Molte chiacchiere e poca concretezza. La questione acqua pubblica; il PSC che viene spacciato a consumo di suolo zero invece non lo è; la questione “Borgo Faxhall” grida vendetta perché hanno dimostrato di sottomettere l’interesse pubblico a quello privato con grave perdita in termini economici e di servizi; e ancora la vicenda di piazza Cittadella, i bus agli anziani senza criterio solo per spot elettorale, le gestione dei rifiuti che ancora una volta senza prospettive chiare fa capire quanto l’influenza politica di Iren sia presente nei corridoi di Palazzo Mercanti. Senza dimenticare che noi abbiamo fatto un esposto per falso in bilancio già due anni fa perché alcune cifre in entrata ci sembravano gonfiate, esposto che non ha ricevuto ancora risposta dalla magistratura (tanto per far capire come funzionano le macchine amministrative!).
Il compito di governare la città è sicuramente difficile ma il M5S deve puntare a quell’obiettivo perché stare all’opposizione, senza numeri per far passare anche solo piccole proposte di buon senso e vederle bocciate per partito preso, è avvilente per noi e toglie speranza ai cittadini che vorrebbero al governo della città persone che, al di là del colore politico, amministrino nell’interesse pubblico, cioè di tutti”.
Cosa salvate dell’operato dell’amministrazione Dosi?
“Piccole cose qua e là per buona volontà di alcuni assessori, ma nulla di coordinato e non progettato per raggiungere obiettivi specifici”.
Su molti argomenti spesso vi siete trovati in linea con alcune forze dell’opposizione di centrodestra. Ad esempio con Foti. State provando a sperimentare alcune alleanze o il motto è “da soli è meglio”?
“La coerenza è parte integrante del M5S è come tale noi non ci alleiamo con nessuno. Votiamo solo i provvedimenti, indistintamente da chi li propone, valutandoli di volta in volta”.
Tra un anno e mezzo si vota. È scontato pensare che il M5S presenterà per la prima volta nella sua storia un proprio candidato sindaco? Voi volete governare Piacenza?
“Ogni volta che noi partecipiamo ad una elezione lo facciamo per andare a governare la città. Lo avevamo fatto nel 2012 e lo faremo anche per la prossima tornata elettorale. Se il movimento parteciperà alle prossime elezioni questo non posso saperlo. Sono i cittadini che devono dirlo e mettersi in gioco”.




