
A dare l’allarme è stato il parlamentare piacentino di Tommaso Foti (Fratelli d’Italia) con un comunicato che ha provocato sorpresa e allarme tra le associazioni economiche piacentine: “La Camera di Commercio rischia accorpamento forzato con Parma e Reggio”. Il governo Conte bis ha inserito nel decreto Agosto un articolo (l’art. 61) che prevede un’accelerazione al processo di accorpamento delle Camere di Commercio. In poche parole, o le Camere di Commercio accelerano le fusioni altrimenti arrivano i commissari nominati dal ministro.
La reazione è stata immediata e condivisa: di seguito la lettera che le associazioni economiche piacentine hanno scritto al ministro De Micheli ed ai parlamentari eletti nella nostra provincia, i deputati Pierluigi Bersani, Tommaso Foti, Elena Murelli e il senatore Pietro Pisani, oltre che all’assessore regionale Colla
E’con vivo rammarico e stupore che le scriventi Associazioni di categoria piacentine, hanno appreso dell’improvvisa accelerazione imposta dal governo, all’interno del decreto-legge 14 agosto 2020, n.104 che adotta misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia, imponendo
di fatto (con quanto disposto dall’art. 61) alle Camere di Commercio di Piacenza, Parma e Reggio Emilia di concludere il processo di accorpamento entro il termine di 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto stesso (ridotto a 30 per quelle tra le Camere che avessero gli organi scaduti) pena la
gestione commissariale.
Non si comprende la “ratio” dell’inserimento di un articolo di tale natura all’interno di un Decreto indifferibile per riavviare l’economia del Paese, e si reputano inopportune,
intempestive, ed anche incongruenti con le finalità dichiarate del Decreto, le previsioni e conseguenze paventate per le Camere di Commercio in una fase così nevralgica e di diffusa difficoltà.
Ci troviamo infatti ancora in pieno e conclamato periodo emergenziale e detta misura di legge, che dovrebbe secondo il titolo del Decreto andare a sostegno ed a favore del rilancio
dell’economia, comporterebbe invece l’inevitabile commissariamento di Camere di Commercio virtuose che, da tale momento, si troverebbero totalmente depotenziate e vedrebbero impegnate, per lunghi mesi, tutte le proprie risorse umane ed economiche in procedure burocratiche ed in pratiche
amministrative ( da sempre il male del nostro sistema Paese) invece di poter dar corso e seguito ai reali sostegni e supporti messi in atto o pianificati a tutela e favore dei settori economici e delle aziende del territorio.
A tal proposito, è importante rammentare che la Camera di Commercio di Piacenza si è infatti già prontamente impegnata ed adoperata, di concerto con le Associazioni scriventi, per la messa in campo di misure di sostegno a favore delle imprese piacentine nel pieno periodo della crisi Covid attraverso la pubblicazione di Bandi concreti e la messa a disposizione di sostegni reali, con l’ulteriore impegno a mettere in campo nuove misure e risorse nell’imminente periodo autunnale, al
fine di contrastare gli ulteriori effetti del prorogato stato emergenziale e le conseguenze derivanti da ipotizzabili rinnovate provvedimenti di lockdown o da ulteriori cali produttivi e delle vendite.
Appare pertanto evidente che la Camera di Commercio debba poter lavorare in serenità e con pieni
poteri dei propri Organi eletti al servizio del territorio.
Da ultimo, ma non per ultimo, un criterio di metodo: una riforma che tocca strutture dello Stato e ne ottimizza le relative competenze funzionali, anche laddove opportuna, non può essere fatta per decreto (meno che mai in un simile frangente) e necessita di un approccio basato su tempi e modalità diverse.
Con la presente siamo pertanto a chiedere il Vostro impegno affinché venga stralciato l’articolo 61 del Decreto Legge n. 104 del 14 agosto 2020.
Confindustria Piacenza, Coldiretti Piacenza, Unione Prov. Agricoltori Piacenza, CNA Piacenza, LAA Piacenza, UPA Piacenza, Confesercenti Piacenza, Unione Commercianti Piacenza, Confcooperative Piacenza, CIA Confederazione Italiana Agricoltori Piacenza, Legacoop Emilia Ovest.
Fusione Camere di Commercio; Patrizia Barbieri: “Preoccupazione per l’accelerazione imposta dal Governo”
“Il delicato e lungo iter di fusione della Camera di Commercio di Piacenza con quelle di Parma e Reggio-Emilia, che già da più parti è visto con preoccupazione per le possibili ricadute sul nostro territorio, ha subìto un’improvvisa accelerazione ferragostana da parte del Governo, che certo lascia più di un dubbio sui modi e sui tempi con cui è maturata e impone al sistema piacentino la massima attenzione”.
Anche il Sindaco Patrizia Barbieri esprime con queste parole la preoccupazione alla decisione assunta dal Governo Conte – e inserita nel Decreto per il sostegno e il rilancio dell’economia, il cosiddetto “Decreto agosto” approvato qualche giorno fa – di concedere anche alla Camera di Commercio di Piacenza solo 60 giorni di tempo per accorparsi con quelle di Parma e Reggio Emilia, pena l’invio di un commissario straordinario con la conseguente decadenza degli organi camerali.
“L’imposizione per legge della fusione – continua il Sindaco Barbieri – precipita un percorso articolato che aveva la necessità di maturare all’interno di un quadro di tutele e di garanzie per il nostro sistema economico. E questo stava avvenendo, pur nella legittima diversità di opinioni e di posizioni. La paventata possibilità, poi, in caso di mancata fusione nei tempi prescritti dal Governo, dell’arrivo di un commissario straordinario e della decadenza degli organi camerali, è un’eventualità che occorre scongiurare a tutela prima di tutto dell’autonomia dell’Ente camerale e del suo fondamentale ruolo nel tessuto socio-economico locale”.




