scritto da Redazione Online Giu - 7 - 2018 TAG:

Fratelli d’Italia ha dato il via, a Piacenza così come in tutta Italia, alla raccolta di firme per dare sostegno ad una storica battaglia della Destra italiana, quella della riforma presidenziale dell’ordinamento statale. “L’elezione diretta del Capo dello Stato – sostiene l’On. Tommaso Foti – rappresenta per noi una stella polare della nostra azione politica. Riteniamo infatti che solo un Presidente forte della legittimazione popolare possa condurre il Paese nelle situazioni di grande difficoltà. Un Presidente eletto direttamente non è costretto a piegarsi a diktat di chicchessia o a superati rituali d’apparato”. Per Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia non vi sono dubbi: “Quello che andiamo dicendo da anni rappresenta per l’Italia una reale possibilità di svolta. L’esperienza dei sindaci e dei governatori di regione ha già dimostrato l’efficienza dell’elezione diretta dei rappresentanti dei cittadini”. Ad illustrare le tappe della mobilitazione è il Massimiliano Morganti, membro dell’Assemblea Nazionale di Fratelli d’Italia: “Saremo sulle piazze e sui mercati della città e della provincia per una raccolta di firme serrata a sostegno di questa indispensabile riforma. Riteniamo infatti che nel sentimento dei cittadini troveremo grande consenso verso questa proposta”. “Abbiamo già provveduto – sostengono Foti, Tagliaferri e Morganti – a prenotare banchetti per tutto il mese di giugno, ritenendo indispensabile una grande mobilitazione a sostegno della riforma presidenziale dello Stato”. Non manca di rivendicare la storicità di questa battaglia l’On. Tommaso Foti, mostrando un documento molto significativo: la prima pagina della rivista “La Repubblica Presidenziale”, datata primo gennaio 1991, nel quale in un articolo proprio Foti sosteneva la riforma in questione dell’ordinamento statale: “La Destra italiana -spiega Foti – sul tema del presidenzialismo non arriva seconda a nessuno. Siamo convinti della necessità di questa riforma da sempre e per una motivazione molto chiara: solo così si può difendere davvero l’interesse nazionale, forti del voto e della legittimazione dei cittadini”.

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