
Albissola era una pagina bianca. Nessun precedente, esistono da poco. In estate si diceva avrebbero giocato nello stadio di Vado. Mi piaceva l’idea. Vado significa la prima coppa Italia assegnata. Poi sembrava si fossero dirottati su Savona. Rimaneva una bella gita, mai stato a Savona. Allo stadio intendo. Da quelle parti ho anche una mezza parente che si era messa a fare il vino. Le veniva bene il Pigato, ma mi sa che ha ceduto la sua Vis Amoris. Trattandosi di informazione, dovrei aggiungere che è la mezza parente ad essere di Savona. La cantina sta a Imperia. Comunque non le chiedo niente. Tanto alla fine l’Albissola ha scelto di giocare a Chiavari. Piacenza e Chiavari sono collegate da un percorso antico: la Val d’Aveto. Nella strategia studiata per seguire i ragazzi in riva all’Entella, la Val d’Aveto la seguiamo all’andata. Altri obiettivi strategici: cena in abitacolo, partita, e ritorno in Autostrada. L’adrenalina scatenata dai viadotti, servirà a tenerci svegli. Anche il Mister ha lavorato sulla tattica. Decide una formazione solida, che garantisca il percorso di rientro a pieno carico. Le gare studiate sulla scrivania, magari con luce artificiale, non sempre rispecchiano l’andamento in campo. Per quanto, spesso, le gare si disputino con luce artificiale. Porgo i miei complimenti all’Albissola. Il loro stratega ha avuto la meglio. Per 85 minuti ci ha persuaso di aver a che fare con il tipo di squadra che non avrebbe mai segnato.
– Franzini sa che ci spetta una fila di gare a scadenza ravvicinata, e non vuole vincerle tutte.
– Matteassi era malato, al pari di qualche giocatore. C’è un focolaio d’influenza in via Gorra.
– Fumagalli è un portiere, ma è stato in porta solo per il rigore.
– Barlocco gioca, corre forte, e se gli dicono di non passare la metà campo, esegue.
– Mulas si è fatto male presto.
– Della Latta ha estratto il colpo del campione all’ultimo secondo. Estratto, cioè tirato fuori. Peccato.
– Bertoncini non è sembrato particolarmente impegnato.
– Pergreffi se non rientra Silva, rimane capitano.
– Sestu è allineato col Mister. Si gioca ogni tre giorni, non ci si deve sfiancare alla prima.
– Nicco è anche bomber. Ti accorgi quando c’è, molto quando non c’è.
– Romero è meno stimolato dalla concorrenza.
– Spinozzi oltre ad essere in rosa, è anche uno da seguire.
– Di Molfetta si distingue da Marotta, e da tutti gli altri, per uno scambio di cortesie con il loro numero 8.
Sono entrati:
– Troiani che ho stimato abbia causato il rigore. Ma era troppo lontano per capire.
– Fedato che è entrato solo per il tabellino di gara.
– Pesenti che se Fedato gli passa quel pallone facile, finisce le cose in altro modo.
– Silva che non sembra convinto.
A fine partita ho incontrato uno di Piacenza che abita a Chiavari. Era allo stadio. Mi ha intimato di non scrivere più che il Piacenza è forte.




