C’è il rischio “che, più che di Fondazione, si debba iniziare a parlare di affondazione”: il sarcastico gioco di parole con cui il leader piacentino di FdI Tommaso Foti ha concluso in Consiglio Comunale il suo intervento sulle numerose questioni aperte che riguardano la Fondazione di Piacenza e Vigevano lascia presagire altri giorni tormentati per la “cassaforte” piacentina.
A mettere i primi carichi, a Palazzo Mercanti, era stato il consigliere della Lega Nord Massimo Polledri, parlando di “baruffa” sulle modalità di invio della convocazione dell’ultimo consiglio generale (poi clamorosamente sospeso) e richiedendo che la “cosa pubblica” sia più pronta ad interrogarsi su come verrà definito il piano triennale delle erogazioni.
Polledri aveva anche chiesto chiarimenti in relazione alla valorizzazione di Banca Monte Parma e all’accordo stipulato con il Credito Valtellinese per investire in titoli di Stato, auspicando di avere delucidazioni anche sul clamoroso siluramento del direttore Sbordi e chiudendo con la richiesta che la politica svolga un ruolo che soddisfi le esigenze di “chiarezza e trasparenza” sulle scelte dell’ente di via Sant’Eufemia.
E’ quindi intervenuto Foti che ha richiamato il sindaco Paolo Dosi “al dovere e all’interesse” di “capire esattamente cosa sta succedendo” in una Fondazione dove – sempre secondo Foti – ormai “volano gli stracci”. “O è sfortunato come il fornaretto di Venezia – ha tuonato il consigliere FdI riferendosi al presidente della Fondazione, Francesco Scaravaggi – o è circondato da incapaci: non era mai capitato che, in un mese, prima si licenziasse il direttore generale e poi si sospendesse il primo consiglio generale perchè vengono eccepite violazioni di tipo statutario”, fino al paradosso per cui le decisioni che il consiglio generale avrebbe dovuto prendere con la massima urgenza, causa rinvio, “saranno prese più tardi che se fosse stato convocato con la normale procedura”.
Dopo aver manifestato le sue critiche su alcuni aspetti del bilancio, sempre in relazione a Banca Monte Parma, Foti ha parlato di “minusvalenze per 61 milioni indipendentemente dal capitolo Banca Monte”, spingendosi a dire che “altre vicende portano a 120/130 milioni di minusvalenze”.
In un quadro in cui la Provincia marcia verso la sua naturale fine imposta per legge e il Comune ha una situazione finanziaria che non è certo da vacche grasse, Foti – riferendosi al ruolo che Piacenza dovrà giocare su Expo – ha poi osservato che sarà proprio la Fondazione a dover fornire il suo aiuto affinchè il padiglione piacentino al grande evento del 2015 – non sia solo una vetrina fine a se stessa ma lanci “iniziative dedicate sul territorio per attrarre”: anche per questo, oltre che in riferimento alle questioni sollevate da Polledri, Foti ha concluso auspicando che, dopo una riunione tra il sindaco e i due rappresentanti del Comune, i rappresentanti stessi “vengano a spiegare in una commissione consiliare cosa è successo nei 40 giorni dopo l’ultima audizione, perchè è evidente che nel frattempo qualcosa è cambiato”, al fine di evitare che “più che di Fondazione, si debba iniziare a parlare di affondazione”.




