Dopo l’ottavo posto nella classifica delle città più smart, ecco un altro lusinghiero piazzamento per Piacenza che sale al nono gradino tra le 44 realtà di medie dimensioni (con abitanti compresi tra 80mila e 200mila), secondo il rapporto Ecosistema Legambiente reso noto dal quotidiano Il Sole-24 Ore. Come lo scorso anno la graduatoria sulla sostenibilità ambientale è stata realizzata suddividendo i comuni in tre fascie: città grandi (oltre i 200mila abitanti), città medie e città piccole (sotto gli 80mila). La città più verde d’Italia é Venezia tra quelle con oltre 200mila abitanti, Trento vince tra le città di medie dimensioni, mentre Belluno svetta nella classifica delle città piccole. La nostra città totalizza 57,83 punti in base a tutta una serie di indicatori (aria, acqua, rifiuti, trasporti, energia, verde, iniziative della pubblica amministrazione e delle imprese) e migliora la posizione dello scorso anno che la vedeva piazzarsi al sedicesimo posto.
Tutto bene, tutto bello, quindi, se non fosse che occorre tener presente che i capoluoghi che si piazzano in cima alle classifiche ottengono punteggi di poco superiori ai 60/100. La sufficienza quindi, in un panorama, purtroppo, di generale mediocrità. Emerge – secondo Legambiente – un quadro formato da città congestionate e inquinate, fragili rispetto al rischio sismico e idrogeologico, in ritardo rispetto all’erogazione dei servizi. Non c’è da star allegri, infatti, se le migliori 11 città del Paese raggiungono a malapena la sufficienza (con 60/100 di punteggio), quando soltanto rispettando tutti i limiti di legge (e quindi senza nessuna performance straordinaria) il punteggio complessivo di un centro urbano sarebbe molto vicino a 100. In realtà, la classifica sull’ecosistema urbano 2013 evidenzia la situazione di impasse in cui versa ancora la nostra città. L’inquinamento atmosferico, ad esempio, resta ancora a livelli di emergenza con peggioramento dei valori di biossido d’azoto e del rischio ozono.
Una criticità che ci accomuna alla vicina Parma (nonostante la città ducale ci preceda di cinque posizioni in classifica) dove, in questi giorni, l’allarme polveri sottili sta raggiungendo livelli mai toccati in precedenza. Parma regina dello smog in Regione, guarda caso, a poche settimane dall’accensione del nuovo – contestatissimo – inceneritore che ogni anno manderà in atmosfera oltre 3 tonnellate di Pm 10. Proprio quando l’agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), con sede a Lione, ha riclassificato alcune sostanze della lista di cancerogeni noti e fra queste ha ufficializzato l’entrata delle polveri sottili (PM) e in generale dell’inquinamento atmosferico (inquinamento out-door) inserendoli nella categoria 1, e quindi certamente cancerogeni. Ai posteri…




