Fondazione, le scelte di Anselmi
arroventano lo scontro interno

0

scaravaggi 1CDai sempre agitatissimi meandri della Fondazione di Piacenza e Vigevano cominciano a trapelare particolari sempre più precisi sul “fuoco amico” che, su alcuni fronti molto rilevanti, sta mettendo in difficoltà il presidente Francesco Scaravaggi.
Tra chi ne ha sostenuto l’ascesa al vertice della Fondazione si segnala infatti il malcontento del consigliere Giorgio Milani e del consigliere componente del cda Stefano Pareti, ma anche quello dell’Università Cattolica e di una fetta del settore del volontariato.
Ad accomunare tutti quanti pare sia la per nulla nascosta arrabbiatura per alcune scelte – dietro cui si staglia la figura dell’influentissimo (le malelingue dicono incontenibile) vicepresidente vicario Beniamino Anselmi (nella foto) – che penalizzeranno progetti proposti proprio da Milani e Pareti e che dovrebbero decurtare pesantemente anche fondi su cui la Cattolica pensava di poter contare.
Problemi di un certo peso, ma non è finita: una fetta ancora maggiore del trambusto in via Sant’Eufemia sarebbe da collegare all’assunzione di un nuovo direttore e alla decisione di affidare all’architetto Michela Milani l’inedito incarico di consulente immobiliare.
Ad Anselmi, che avrebbe imposto su questo il suo volere, si rimprovera in sostanza di non aver tenuto conto delle difficoltà del (già di per sè discusso) bilancio nonchè del contesto economico, e (nel secondo caso) dell’inesistenza di tale figura in precedenza.
Stretto tra l’incudine delle scelte di Anselmi e il martello delle critiche – che si immaginano non graditissime – di una fetta di chi lo ha accompagnato fino all’elezione al vertice della Fondazione, il presidente Scaravaggi è così ancora più esposto anche agli attacchi della “minoranza”, a cui non sembrerà vero di potersi trovare la strada spianata per i propri siluri in forma di critiche.
Particolarmente rilevante, in un contesto delle dimensioni e delle caratteristiche di una città come Piacenza, non certo una megalopoli, è ovviamente il ruolo del quotidiano locale: la vicinanza di Pareti e Milani a chi influenza la linea editoriale sta già avendo un’evidente effetto nel cambiamento del taglio degli articoli sulla Fondazione, ora meno indulgenti con il presidente rispetto a qualche settimana fa.
Tutto ciò – ça va sans dire – è evidentemente destinato a rivestire una notevole importanza strategica in un duello intestino la cui crescente dimensione sembra essere confermata anche dalla decisione di nominare un advisor condiviso.

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.