L’intenzione di aprire al sostegno diretto al mondo dell’impresa, che sarà possibile soltanto attraverso una modifica dello statuto, è la principale novità annunciata da Francesco Scaravaggi, presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, nel corso dell’audizione di lunedì a Palazzo Mercanti.
Lontani i tesissimi giorni del duello tra lo stesso Scaravaggi e Sergio Giglio, suo sfidante per l’importante poltrona della presidenza, si è dunque arrivati – al di là dei dettagli programmatici, ancora da delineare – ad un passo da quella “rivoluzione” statutaria (innescata dalla proposta in tal senso di Giuseppe Parenti, presidente della Camera di Commercio) sulla quale tanto ci si era accapigliati, e sulla quale le posizioni erano sembrate a tratti inconciliabili.
Scaravaggi ha precisato che il settore sociale (anziani, soggetti deboli, famiglie) resterà comunque al centro delle erogazioni della Fondazione: a questo proposito Stefano Pareti, consigliere di amministrazione che ha accompagnato in Municipio il presidente, ha spiegato che il vincolo (scadenza 2065) sul Pio ritiro Santa Chiara – 14mila mq sullo stradone Farnese – potrebbe essere risolto senza una legge ad hoc del parlamento. Secondo la consulenza di uno studio di Modena, interpellato in tal senso, sarebbe infatti sufficiente un accordo di natura amministrativa tra gli enti coinvolti: Fondazione, Comune e Asp da cui dipende il Pio ritiro Santa Chiara.




