Perdite ridotte a 12 milioni di euro, ma resta in rosso anche nel 2012 il bilancio – il primo “targato” Intesa Sanpaolo – di Banca Monte Parma della quale la Fondazione di Piacenza e Vigevano possiede oggi il 10% dopo la serie di passaggi legati ad una delle operazioni più discusse della gestione Marazzi-Anselmi.
I dati dei conti dello scorso anno sono stati spiegati ed analizzati in un’ampia intervista rilasciata alla ‘Gazzetta di Parma’ dal direttore generale Carlo Berselli che, insieme al presidente Flavio Venturini, guida Palazzo Sanvitale dalla seconda metà del 2011.
Berselli ha invitato a contestualizzare il passivo ricordando che la banca “veniva da una situazione patrimoniale e finanziaria compromessa”, spiegando poi che l’anno scorso è stato quello “della messa in sicurezza attraverso una ritrovata solidità, dopo l’aumento di capitale di 187 milioni, e della tranquillità, perchè ci rende solidi e affidabili essere assicurati sulla tesoreria da Intesa Sanpaolo”, con cui nel 2012 Banca Monte ha completato l’integrazione informatica.
Il direttore generale ha ricordato che il passivo 2012 è “molto inferiore a quello degli ultimi tre anni” (era di 56 milioni di euro nel 2011, di 60 nel 2010) ed è in gran parte legato all’accantonamento di 40 milioni di euro per i crediti in sofferenza. “Le rettifiche sui crediti – ha aggiunto Sanvitale – ci sono, ma sono comunque inferiori a quelle dello scorso anno”, e si collocano in uno scenario economico complesso – con l’allarme continuamente lanciato dalle imprese sul credit crunch – nel quale “Bankitalia è stata molto severa”.
La riduzione degli impieghi, il calo del 20,8% della raccolta diretta, i 525 dipendenti in meno e le inevitabili ripercussioni negative per i soci sono però dati che hanno spinto Sanvitale a chiudere con considerazioni prudenti dicendo che, riguardo alle aspettative per il 2013, “Banca Monte è pronta” ma che molto “Dipenderà dal contesto. Una recessione così esasperata non se l’aspettava nessuno”.




