Flavio Mutti: “Ecco la start up
che rende autonomi i disabili”

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slide-b10mouse1Flavio Mutti sgombra subito il campo da ogni equivoco: “fare impresa non è facile, ciò di cui ha bisogno un’azienda, spesso, esula da ciò che hai studiato: è quindi un percorso impegnativo ma che dà molte soddisfazioni. Inoltre “l’importante non è solo sapere, ma saper fare e cogliere le occasioni che si presentano. Anche avendo fatto ricerca in un polo di eccellenza come il Politecnico di Milano, avere la possibilità di fare un’esperienza all’estero è fondamentale”.
La sua azienda, la start up B10NIX, fondata insieme agli ingegneri informatici Paolo Belluco e Alessandro Mauri, ha recentemente vinto l’Alumni Polimi Award 2014, nella sezione tradition.
Alumni Polimi è l’associazione di ex-studenti del Politecnico di Milano che negli ultimi anni si è occupata di mantenere le connessioni con le attività dei laureati al Politecnico. Ogni anno attraverso l’Alumni Polimi Award sono premiate le storie di successo in cinque ambiti di lavoro: innovazione, competenze, cultura, creatività e, appunto, tradizione.
Flavio Mutti, dopo la laurea in ingegneria informatica al Politecnico di Milano, ha conseguito il dottorato in robotica bioinspirata, ed ha lavorato come assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria, passando anche un periodo all’estero nell’ambito del laboratorio di Intelligenza Artificiale e Robotica dell’Università di Zurigo: “un percorso all’estero ti permette di vedere il mondo a 360 gradi” spiega, mentre soffermandosi sull’Alumni award 2014: “Siamo voluti restare in Italia, lavorando sulla tecnologia ma nel campo sociale che sicuramente ci fornisce un valore aggiunto”.
B10NIX, infatti, è una start up, nata nel 2012, che lavora nel campo della creazione di sistemi software e hardware per l’interazione uomo-macchina, focalizzandosi soprattutto sull’ausilio alle persone disabili.
Partecipata al 30% dal fondo d’investimento inglese Cambria, B10NIX ha ricevuto nel tempo molti riconoscimenti da aziende del calibro di Unicredit, Microsoft e Intesa SanPaolo ed è rientrata tra le migliori 50 startup a livello europeo al Pioneers Festival 2013.
Ottimi risultati, che hanno portato ad “allargare recentemente il nostro team coinvolgendo anche design e marketing, per lavorare in squadra in un sistema di interdisciplinarità” aggiunge Mutti.
Progetto che ha “lanciato” la start up è stato B10mouse, un sistema che permette alle persone affette da disabilità di usare la  tecnologia, permettendo di usare, ad esempio, un normale pc.
Il software, testato in collaborazione con l’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare, permette di controllare, ad esempio, il mouse di un computer con comandi vocali o con semplici movimenti del corpo, perfino con l’apertura/chiusura dell’occhio, che il sistema è in grado di riconoscere e trasformare nei comandi desiderati.
Normalmente chi è disabile per queste (relativamente semplici) operazioni deve acquistare sofisticate apparecchiature, mentre B10MOUSE sfrutta la tecnologia Kinect di Microsoft, acquistabile sul mercato a circa 200 euro, contro prezzi che sfiorano anche i diecimila per le attrezzature specifiche: “la tecnologia negli ultimi anni si è evoluta velocemente e i prezzi si sono abbassati: un accelerometro è passato in pochi anni da 60 dollari a 60 centesimi, quindi abbiamo scelto Kinect sia per ridurre i costi per il cliente sia per le potenzialità del sistema: vogliamo far capire che un prodotto a costo non elevatissimo, può comunque essere di buona qualità” spiega Flavio Mutti, inoltre “la disabilità in Italia significa avere costi molto elevati, una carrozzina può costare diverse migliaia di euro: per permettere a tutti di usare computer e tecnologia in autonomia bisogna tenerne conto”.
B10NIX però non si ferma qui: il nuovo progetto in cantiere è WISE, “indumenti” ad alta tecnologia, che prosegue nel filone di ricerca dei metodi di interazione con le macchine, legandosi anche alla gestione delle performance del nostro corpo.
Si tratta di un prodotto per sport e fitness che utilizza un hardware che permette di registrare dati biometrici (come attività muscolari, pressione, battiti, respirazione) e movimenti del corpo, al fine di migliorare le prestazioni atletiche e fisiche. WISE potrà essere utilizzato sia nel campo agonistico e sportivo, sia nei percorsi di riabilitazione: “con questo strumento il personal trainer o il fisioterapista saranno in grado di indirizzare e gestire l’allenamento o la terapia.
Si potrebbero registrare i movimenti di un grande campione sportivo e allenarsi ad imitarli” spiega Mutti.
B10NIX ha la sua sede a Milano, metropoli moderna e con molte start up, ma alla domanda sull’innovazione a Piacenza Flavio Mutti ha parole di lode: “La città sta lavorando molto bene, soprattutto per quanto riguarda i servizi alle nuove imprese, sia start up sia piccole e medie imprese. Piacenza sta seguendo una politica di attrazione di talento e capacità, che ha permesso di creare realtà di ottimo livello. Il mio desiderio è aprire un distaccamento di B10NIX anche a Piacenza”.

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