Recuperare il Parco Lucca, restituire al polmone verde incastonato nella cittadina fiorenzuolana il suo antico fascino e renderlo fruibile a tutta la comunità.
È con questi intenti che il 9 e 10 giugno scenderanno in campo le associazioni fiorenzuolane dei carabinieri, bersaglieri, alpini e dei cacciatori, insieme ad altri volontari e a tutti i cittadini che vorranno contribuire a pulire e a sistemare lo storico giardino, nato nella seconda metà dell’ottocento e andato incontro negli ultimi decenni ad un progressivo decadimento.
A proporre l’iniziativa, che ha subito ricevuto l’ok del Comune di Fiorenzuola che ha dato il suo patrocinio, sono state proprio le associazioni, nell’ambito di una riunione congiunta cui hanno partecipato, tra gli altri, Michele Bragoli e Sandro Dialuce, presidente e vice dell’Associazione nazionale dei carabinieri, Remo Barbieri e Alberto Mezzadri, rispettivamente presidenti dell’associazione dei bersaglieri e del gruppo alpini di Fiorenzuola.
I volontari saranno impegnati nella raccolta dei rifiuti e nella rimozione dei rami caduti, inoltre provvederanno ad inghiaiare i vialetti e ad allestire uno spazio giochi.
Interventi che ricevono il plauso del presidente della sezione Fiorenzuola e Valdarda di Italia Nostra, Luigi Ragazzi, ma con una clausola. “Ben venga l’intervento di associazioni che possano mettere in campo forze consistenti – commenta, infatti, Ragazzi -, purché avvengano sempre, come immagino che succeda, nell’ambito di piani concordati con la Soprintendenza (per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Parma e Piacenza, ndr), perché il Parco Lucca è un giardino storico, d’ispirazione romantica, e qualsiasi forma sia di recupero sia di utilizzo deve avvenire secondo i criteri della Carta di Firenze. Non si tratta di un’area verde come un’altra”.
Ragazzi è da sempre in prima linea nel denunciare “l’emergenza Parco Lucca” e nel puntare i riflettori sulle criticità e sui gridi di allarme che si levano dal nostro paesaggio. Emergenze da una parte locali, prettamente fiorenzuolane, come quella del Parco Lucca, dove “al degrado e alla trascuratezza si aggiunge la caduta di fascino e di richiamo della gente”, dall’altra nazionali, perché presenti nel capoluogo della Valdarda così come “in ogni parte d’Italia”.
Secondo il presidente di Italia Nostra, il polmone verde della città sull’Arda sconta il fatto di essere un’area di proprietà mista, metà pubblica metà privata. “Qualche decennio fa è rimasto incompleto il disegno dell’Amministrazione comunale di acquisire totalmente l’area – spiega Ragazzi -. Un’area che contiene al suo interno elementi che avevano bisogno e necessitano di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, che, però, sono venuti a mancare”. Non sono mancati invece, in questi anni, i progetti, ma il rischio che si profila per alcuni di tali disegni progettuali, avverte il presidente dell’associazione, è quello di non essere più attuali e, soprattutto, di non essere più attuabili a fronte di una crisi economica che, sommata ai vincoli del Patto di stabilità, riduce sempre più le risorse a disposizione per intervenire al parco Lucca.
“La situazione odierna è il risultato di tutte queste problematiche e se prima il Parco Lucca era un gioiello, ora viene visto come qualcosa di trascurato e quindi non viene più neanche visitato”, sostiene il presidente di Italia Nostra, prima di spostare l’attenzione su un’altra emergenza che si incontra nelle campagne: il fotovoltaico a terra. “Nei campi spuntano i pannelli fotovoltaici che urtano, oltre che con questioni paesaggistiche, anche con il buon senso, perché i campi sono fatti per essere coltivati”, osserva, puntando il dito anche contro le trasformazioni che stanno guastando il volto del territorio italiano, e non solo. Trasformazioni che sono, in primis, effetto del disboscamento. “Si perdono interi filari alberati”, denuncia Ragazzi, e a Fiorenzuola le segnalazioni di Italia Nostra toccano la strada che da Baselica conduce a Chiaravalle della Colomba.
Spariscono gli alberi e aumenta il cemento. “Continua la cementificazione del suolo che è stata solo temporaneamente sospesa per via della crisi economica”, afferma il presidente di Italia Nostra, puntualizzando che proprio tale interruzione ‘forzata’ ha messo in evidenza il sovrannumero di edifici rispetto alle reali esigenze; edifici che oggi restano perlopiù invenduti.
“Le nostre città e le nostre periferie perdono il loro decoro – prosegue -. C’è una mancanza di cura e di senso civico, cui corrisponde una carenza di vigilanza. Qualche multa in più potrebbe fare da deterrente”. La crescita di degrado, che colpisce tanti angoli sparsi lungo lo Stivale, preoccupa Ragazzi, il quale intravede in questa tendenza negativa un riflesso della crisi, anche relazionale, che sta vivendo la società odierna.
“Un tempo il decoro, la cura del paesaggio e l’educazione civica erano quasi automatiche – conclude -. Oggi, invece, ci si stupisce se si butta lo scontrino nel cestino piuttosto che fuori dal finestrino dell’auto”.




