Ha alle spalle un’esperienza trentennale nella scuola, come docente, e da anni è impegnato in politica. È stato assessore provinciale alla Cultura e al Turismo (nella Giunta Boiardi) ed è al terzo mandato consecutivo come assessore del Comune di Alseno, prima all’Istruzione, oggi alla Cultura e alla Valorizzazione del territorio.
Mario Magnelli è il nuovo preside dell’Istituto comprensivo di Fiorenzuola. È in carica da poco, ma ha già le idee chiare sulle possibili novità da introdurre e da costruire insieme al personale docente, e sugli elementi positivi da mantenere e da rinforzare nell’Istituto prima diretto da Carla Maffini.
Questo suo primo anno nel ruolo di preside dell’Istituto comprensivo di Fiorenzuola sarà all’insegna della continuità o dell’innovazione? Ha già fatto nuove nomine?
Direi che sono presenti entrambi gli aspetti: continuità e innovazione. Non ho alle spalle un’esperienza pregressa di direzione scolastica, ho cercato di proseguire il lavoro degli anni scorsi, confermando, ad esempio, nel ruolo di vicepreside la professoressa Giovanna Guarnotta. Pur nel rispetto della continuità, sono stati introdotti elementi d’innovazione nell’ultimo collegio docenti, è stata fatta una ricognizione, una mappa delle varie responsabilità ed avviata una nuova procedura: l’autocandidatura. Ho chiesto ai docenti di autocandidarsi per progetti, commissioni ecc. che formalizzeremo nelle prossime settimane. Ho già accennato nel primo collegio ad alcune pratiche che cambieremo perché ho intenzione di portare la mia esperienza, le mie idee, ma nel complesso l’idea è quella di conservare la parte buona che funziona e di migliorare quella che funziona meno. L’innovazione deve poggiare su una forte condivisione, dev’essere costruita insieme al personale, al corpo docenti.
Quali sono i punti di forza e le criticità di questo Istituto?
I punti di forza sono tanti: la dimensione robusta dell’Istituto, e la sua storia importante per la comunità, il contesto in cui è inserito, un contesto molto interessante, propositivo, con un tessuto associativo vivace. E poi il personale docente è sicuramente un punto di forza, perché si tratta di un personale stabile che non ha subito negli anni grandi cambiamenti; sono insegnanti che lavorano da anni in questa scuola, e di qualità.
I punti di debolezza riguardano due aspetti. Da una parte sono dovuti alla crisi profonda che stiamo vivendo, una situazione in cui diventa difficile per molte famiglie pagare le rette della mensa. Dall’altra, sono legati alle dimensioni sempre più ampie e alla realtà sempre più articolata dell’Istituto, in cui aumenta il numero di alunni di provenienza straniera ed emergono contrasti di carattere socio-culturale. Ma queste, più che criticità, rappresentano uno stimolo ad andare oltre per affrontare il tema dell’educazione, per fare della scuola qualcosa di meglio, non devono essere considerate un problema. Il tema dell’integrazione degli alunni stranieri rappresenta un banco di prova importante per la scuola, una sfida, come lo è stata negli anni passati quella della disabilità.
In quanto assessore di un’Amministrazione comunale, conoscerà bene le difficoltà che stanno vivendo oggi gli enti comunali. Il Comune di Fiorenzuola gestisce alcuni servizi scolastici (mense, manutenzione, trasporti, assistenza ai disabili) dell’Istituto da lei diretto, ma, nonostante i tagli, secondo le rassicurazioni dell’assessorato all’Istruzione il quadro è rimasto all’incirca “inalterato” per quest’anno scolastico. Avete già sottoscritto la Convenzione annuale? Come sarà questa collaborazione con il Comune?
Mi ritengo fortunato. Ho a fianco un Comune che si fa carico veramente dei problemi della scuola, da quelli strutturali a quelli sociali. Sono molto ottimista, le premesse sono molte positive, con il dottor Francesco Negrotti (responsabile del settore socioeducativo del Comune, ndr) c’è una collaborazione assoluta. Abbiamo già definito i contenuti della Convenzione, che non sono diversi da quelli del passato: il Comune ha mantenuto gli impegni assunti e stiamo approntando interventi importanti per la sicurezza.
Lei è anche presidente della “Strada del Po e dei Sapori della Bassa piacentina”, un’associazione in prima linea per la promozione del nostro territorio. Pensa di attivare percorsi di valorizzazione del territorio locale anche a scuola?
Io ci credo molto. Daremo fiato alle idee che ci verranno. Al primo collegio docenti ho detto che la scuola può, se vuole, diventare un’importante leva di sviluppo sociale, stando costantemente in ascolto di quello che viene dal territorio e assumendo un atteggiamento propositivo. L’idea di crescere dei ragazzi che conoscano il loro territorio e acquisiscano una forte identità territoriale rappresenta una precondizione perché diventino adulti che si adoperino per svilupparlo. A me non interessa aderire a progetti calati dall’alto, ma aprire percorsi nuovi da costruire insieme. L’interesse a farlo c’è e mi vedrà in prima linea per sostenerlo.




