Molti genitori si saranno allarmati nei giorni scorsi, leggendo o ascoltando le dichiarazioni del presidente dell’Upi (Unione Province d’Italia), Giovanni Castiglione, sul rischio di non poter riaprire le scuole a settembre per i tagli previsti dalla spending review. E probabilmente ad accogliere con preoccupazione tali notizie non saranno stati solo i genitori e i docenti di istituti la cui manutenzione è di competenza provinciale; perché se a lanciare l’allarme sono state le Province, i Comuni non si trovano certo in condizioni migliori: tra tagli dei trasferimenti statali e Patto di stabilità, da anni devono fare i conti con entrate più leggere da destinare ai servizi scolastici da loro gestiti. In ogni caso, l’avvio del nuovo anno scolastico non è a rischio, secondo quanto affermato dal Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, ma i tagli sugli enti provinciali e comunali restano. Con effetti sui servizi che variano anche a seconda delle politiche adottate dalle Amministrazioni. Noi abbiamo voluto sentire l’assessore alle politiche scolastiche del Comune di Fiorenzuola, Luigi Orrù, per capire cosa effettivamente, a fronte di tale situazione, debbano aspettarsi i genitori fiorenzuolani all’apertura delle scuole il prossimo settembre.
L’assessore ha assicurato che il quadro rimarrà quasi “inalterato”. Sono stati apportati solo alcuni “ritocchi” ai servizi scolastici – il Comune gestisce in proprio gli asili nido comunali, il Nido d’infanzia Villa Modeo e il Piccolo Blu, e si occupa dei servizi: mense, manutenzione, trasporti, assistenza ai diversamente abili nelle scuole materna, primaria e media dell’Istituto Comprensivo con cui sottoscrive annualmente una convenzione. Viene firmata una convenzione ed erogato un piccolo contributo anche alla scuola d’infanzia San Fiorenzo.
“Nonostante i tagli consistenti nei trasferimenti agli enti locali e i vincoli del Patto di stabilità, ci siamo impegnati come Amministrazione a mantenere inalterato il sostegno economico al welfare locale. In questo contesto economico, il bilancio preventivo è stato un bilancio difficile da chiudere, ma ritengo che abbiamo centrato questo obiettivo”. E Orrù (Prc) spiega che “i servizi scolastici hanno subito praticamente solo alcuni ritocchi”. Due le principali novità. “Abbiamo alzato di 10-15 centesimi il costo del pasto erogato nelle mense scolastiche e differenziato ulteriormente le fasce Isee per questo servizio (le fasce Isee rimodulate sono sei: da 0 a 2.500 euro; da 2.500 a 5.500; da 5.500 a 7.000; da 7.000 a 12.000; da 12.000 a 20.000 euro; oltre i 20.000 euro). “Questo – spiega – ci è servito per finanziare l’attivazione del sistema di pagamento mediante Mav bancario per il nido, la mensa e il trasporto scolastico. Questo sistema rappresenta sicuramente un miglioramento del servizio: gli utenti si vedranno così recapitare a casa il Mav come una normale bolletta che potrà essere pagata presso qualsiasi sportello bancario”.
E Orrù ha voluto ricordare il dibattito apertosi in Consiglio comunale nella seduta di approvazione del bilancio preventivo. “L’opposizione (PdL, Lega Nord, Udc) ha votato contro il bilancio anche in virtù di un giudizio negativo sulle spese per il welfare considerate eccessive. Il capogruppo del PdL, Massimiliano Morganti, ha richiamato nella sua dichiarazione di voto principi liberisti: questa è la logica secondo cui l’intervento pubblico deve ridursi al minimo a favore dell’iniziativa dei privati, ma in questo modo viene scaricato interamente sui cittadini il costo dei servizi – ha osservato – Soprattutto nel caso dei servizi per la prima infanzia, l’impegno di spesa previsto dal bilancio rappresenta un sostegno concreto alle famiglie su un servizio che incide non poco sui bilanci familiari”.
E altra novità in arrivo nel capoluogo valdardese è il “Forum della scuola”, che l’Amministrazione ha intenzione di attivare in autunno. “Sarà un luogo di confronto dove l’Amministrazione comunale, le scuole e i genitori si confronteranno e cercheranno insieme soluzioni ai problemi – ha spiegato – In quella sede, ho intenzione di raccontare nel dettaglio quali sono i capitoli di spesa di questo assessorato”.
“Penso che sia necessario costruire momenti di confronto con i cittadini relativamente alle scelte che verranno fatte, soprattutto perché il momento politico ed economico non è felice ed è difficile prevedere cosa ci riserva il futuro”, ha aggiunto.
E l’assessore punta il dito contro “le politiche liberiste del Governo Monti”, che prevedono “tagli indiscriminati alla spesa sociale, rendendo difficile riuscire a garantire tali servizi anche in futuro”. “Ma questo è l’impegno per i prossimi anni”, conclude.




