FIORENZUOLA – Al Teatro Verdi, dedicata a Oscar Wilde”La Stagione della Ribellione”

0

DI AUGUSTO BOTTIONI

Oscar Wilde ha ispirato il direttore del teatro Verdi di
Fiorenzuola nella realizzazione di questa stagione teatrale 2025-
2026. Una frase coraggiosa, contro il conformismo e gli
indifferenti, contro coloro che si lasciano vivere, subendo:
“Meglio essere protagonisti della propria tragedia che spettatori
della propria vita”. Con questo motto di ispirazione, Mino Manni
(a proposito, quando si firma un articolo o uno scritto,
normalmente si omette il titolo di studio), propone un programma
intenso e interessante dal punto di vista della prosa, come
consuetudine, ma sembra dimenticare le proposte musicali. Queste
ultime si limitano: al recital di Gianna Coletti su Jannacci; alla
riproposta della musica di facile ascolto dalle colonne sonore dei
film: questa volta tocca a Chaplin (interpreti I Solisti
Lombardi); al concerto dei vincitori della borsa di studio Trio
Pakosky, ormai tradizionale presenza; alla rassegna musicale dello
Spirit Gospel Choir e dell’Ensemble che propone musiche classiche,
swing e pop (eventi organizzati dalla scuola comunale di musica).
Verrà proposto anche un evento di danza: Romeo e Giulietta
dell’Etoile Ballet Theatre. Siamo comunque lontani anni luce dalle
proposte della grande musica classica interpretata dai massimi
esponenti del mondo concertistico internazionale, di qualche anno
fa. Insomma una stagione con offerta musicale debole, poco
coraggiosa e senza fantasia. I fiorenzuolani saranno costretti a
emigrare altrove per ascoltare musica lirico-concertistica!
Basterà andare nella vicina Fidenza per poter assistere ad opere
quali Aida, Il Trovatore, Carmen, Il Pipistrello, con buoni
allestimenti, e vari concerti sinfonici, ben sette, fino a marzo
2026. Mi chiedo se non sia possibile, data la vicinanza, proporre
una collaborazione tra i due teatri e programmare iniziative
comuni, differenziate, eventi non sovrapposti. Magari organizzando
trasferte in pullman per raggiungere le diverse location. È una
idea troppo impegnativa, davvero impossibile? Sicuramente una
sfida agli amministratori e ai direttori dei teatri.

Tornando alla corrente stagione teatrale fiorenzuolana di prosa:
nulla da dire, se non in positivo. Le proposte sono convincenti,
in linea con il tema proposto. Undici spettacoli di grande qualità
con interpreti di valore e ben conosciuti dal pubblico. Si parte
con Shakespeare con l’impegnativo ma divertente “Molto rumore per
nulla”. Sempre sorridendo, chi vorrà, parteciperà a “Plaza Suite”
interpretato dalla coppia Corradi-Caprioglio e a “Arrivano i
dunque” con il sagace Bergonzoni. Gabriele Lavia sarà al centro
della lettura de “Le favole do Oscar Wilde”. Quindi la storia di
Liliana Segre con Margherita Mannino: “Fino a quando la mia stella
brillerà”. A febbraio il gradito ritorno di Moni Ovadia, che varie
volte, in passato, ha calcato il palco fiorenzuolano. In questa
occasione lo farà in compagnia di Giulio Corso, per interpretare
un emblematico “Moby Dick”. Dopo la riflessione sul senso della
vita, un po’ di leggerezza con “Anfitrion” di Plauto, proposto dal
bravissimo Emilio Solfrizzi. Certamente una affascinante proposta!
Sorrideremo fino a marzo, quando riprenderemo a riflettere con la
rivisitazione delle tragedie greche di Eschilo, Sofocle e
Euripide: una convincente e intensa Laura Morante interpreterà
“Notte di sfolgorante tenebra”. A fine marzo Ilaria Drago
iterpreterà una Circe che non conosciamo, in uno spettacolo che
spazia tra la recitazione, la musica e la danza con effetti che
saranno sicuramente magici, date le premesse. Ad aprile si torna
all’intimismo: il collaudatissimo Sergio Rubini sarà sul palco con
“Gli occhiali di Sostakovic”; Alessio Boni e Marcello Prayer
porteranno in scena il patrono d’Italia, Francesco d’Assisi.
Come detto una stagione di prosa interessante, offerta a prezzi
calmierati sia per i biglietti singoli, sia per i vantaggiosi
abbonamenti. Come detto limitata, ma godibile con leggerezza la
stagione musicale.
Quindi si apra il sipario e come si diceva una volta, non resta
che augurare “Tanta me.da”. Dario Fo nella sua canzone, invitando
a teatro, prometteva: “Vi riempirete gli occhi di parole, la gola
di sospiri per amore, e il cuore farà seimila capriole”. Così sia!

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.