Festival del diritto, apre Napolitano
Futuro, la sfida del nostro tempo

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Giorgio Napolitano

Sarà l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ad aprire, giovedì 24 settembre, l’ottava edizione del Festival del Diritto (dal 24 al 27 settembre) che ha scelto un titolo importante, “Futuro”, per offrire, come ogni anno, una riflessione approfondita e condivisa sulla società contemporanea, in tutte le sue sfaccettature. I fatti di stretta attualità, come l’emergenza migranti, daranno nuova linfa a un tema fortemente voluto dal curatore scientifico della manifestazione Stefano Rodotà (pur nell’anno di Expo che avrebbe richiesto – come invocato da molti – più attenzione ai temi del cibo, dello spreco di risorse, della nutrizione).
“La forte interdipendenza che caratterizza il mondo globalizzato – ha spiegato Rodotà – gli effetti delle innovazioni tecnologiche e dei media digitali, l’impatto dell’immigrazione, le tensioni determinate dalla crisi economica, la crisi dell’Europa, la violenza del fondamentalismo sono fenomeni molto diversi, ma che sembrano delineare sempre di più una “società del rischio”. Spesso, gli strumenti che abbiamo a disposizione per fronteggiarla ci appaiono poco efficaci. Quale può essere il contributo del diritto per interpretare queste trasformazioni e costruire gli argini per incanalarle? Poiché il futuro non è precostituito, si tratta di immaginarlo, di costruirlo. In questo senso, il sapere giuridico – con la sua tradizione costituzionale, con la cultura dei diritti e delle regole, con la fiducia tutta moderna nell’esercizio della volontà umana e nell’assunzione di responsabilità che implica – ha molte carte da giocare per sottrarci all’inganno del determinismo, dell’assenza di alternative. Per evitare la forbice tra ottimismo acritico e disfattismo impotente”.  “In quanto tecnica di regolazione dei conflitti – prosegue Rodotà – il diritto è un riduttore dell’incertezza, che serve anche a rassicurare dalle paure, stabilizzando. Ma in quanto sistema normativo, mira a orientare la società, a rendere possibili i cambiamenti sulla base di un’idea di “dover essere”, senza distruggere le strutture portanti della convivenza.  In questo senso, il diritto si declina inevitabilmente al futuro”.

Lilian Thuram
Lilian Thuram

L’edizione 2015 del Festival del Diritto cercherà di approfondire i contenuti possibili di questa apertura sul futuro dei sistemi giuridici, in un dialogo costante tra giuristi e studiosi di altre discipline (sociologi, economisti, filosofi ecc.), esponenti della società civile e responsabili delle istituzioni, cittadini e operatori del settore.
“Oggi i due grandi temi che coinvolgono tutto il mondo – conclude Rodotà – sono dignità e uguaglianza spesso messe in crisi dalla precarietà della vita, dalla tecnoscienza e dalla finanziarizzazione del mondo. In questa edizione del Festival cercheremo di rispondere a tutte queste domande”.
Tanti i nomi che prenderanno parte a questo dibattito, al curatore del Festival preme citarne tre: quello del calciatore Lilian Thuran, che verrà a parlare di uguaglianza e che “ha trasferito la sua straordinaria intelligenza calcistica nel mondo sociale”, e quello dello scrittore Walter Siti, autore del libro “Resistere non serve a niente”, dotato di uno sguardo, secondo Rodotà, “capace di offrire anticipazioni folgoranti”. E poi Enzo Cheli, a cui è affidato l’ultimo appuntamento del Festival, un incontro dal titolo “Vi saranno ancora le Costituzioni?”. Ma l’elenco degli ospiti illustri, degli incontri e degli eventi è davvero lungo e qualificato, e conferma come la manifestazione sia ormai un appuntamento consolidato nel panorama culturale italiano.
Il programma completo della kermesse, e tutte le informazioni aggiornate, sul sito www.festivaldeldiritto.it

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