
Dignità è la parola chiave che chiude il Festival del Diritto 2015 e che annuncia l’edizione del prossimo anno. Dignità della persona, ha specificato il curatore Stefano Rodotà, anche in rapporto alle grandi migrazioni protagoniste del nostro tempo e alle tensioni causate dalla crisi economica in corso. “L’Europa si è data una Carta dei diritti fondamentali che si apre con le parole: la dignità umana è inviolabile – aveva anticipato il curatore scientifico della manifestazione in sede di presentazione dell’edizione 2015 – Questa dignità è messa in discussione dalla circostanze della vita, dalla tecnoscienza e dalla prepotenza della finanziarizzazione del mondo”. A queste e ad altre domande cercherà di rispondere l’edizione del festival del prossimo anno con una riflessione approfondita e condivisa sulla società contemporanea, in tutte le sue sfaccettature. L’amministrazione comunale di Piacenza continua a credere in questa manifestazione, come traspariva in chiusura di festival dalle parole di stima del sindaco Dosi nei confronti di Rodotà, anche se da più parti si levano voci sull’opportunità di rivedere un po’ la formula nella direzione, più che altro, di limitare gli incontri super-tecnici, incrementare la presenza di personaggi noti, svecchiare il linguaggio e aumentare i contraddittori. Unanime è però la soddisfazione per l’edizione appena conclusa: quattro giorni di eventi in cui si è cercato di immaginare e costruire il futuro, tema del Festival 2015, attraverso il sapere giuridico – con la sua tradizione costituzionale, con la cultura dei diritti e delle regole, con la fiducia tutta moderna nell’esercizio della volontà umana e nell’assunzione di responsabilità che implica. Superato il tetto delle 25 mila presenze raggiunto lo scorso anno e un centinaio, anche quest’anno, gli eventi in calendario nei quattro giorni della kermesse, di cui una settantina espressione del programma proposto da scuole, associazioni e ordini professionali (circa 20 gli incontri accreditati per la formazione degli avvocati, uno per gli architetti).
In continuità con le ultime due edizioni le presenze registrate, con grande affluenza, in particolare, per le conferenze del presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, del presidente emerito della Corte Costituzionale Gustavo Zagrebelsky e del ex calciatore Lilian Thuram, nonché degli scrittori Walter Siti e Gianrico Carofiglio. Circa 2 mila al giorno gli accessi al sito web del Festival, con un totale di 5500 utenti per le dirette video trasmesse in streaming on line – con punte di 450 contemporaneamente.
Fondamentale, come sempre, l’apporto dei volontari: 188 studenti degli istituti Cassinari, Colombini, Gioia, Ipsia Leonardo da Vinci, Isii Marconi, Respighi, Romagnosi, Tramello, il Volta di Borgonovo Val Tidone e il Mattei di Fiorenzuola d’Arda. Accanto a loro, in un ruolo operativo e di coordinamento, 15 volontari del Gruppo cinofilo di Protezione Civile “I Lupi”.
Anche il concorso “La voce delle scuole” ha confermato il successo di partecipazione delle edizioni precedenti: 130 redattori per 13 testate studentesche: “Etra” del liceo Cassinari, “L’Acuto” del liceo Gioia, “Il buco” del liceo Respighi, “Hell” dell’Isii Marconi, “L’eco di Giulia” del liceo Colombini, “Il selvaggio” dell’Ipsia Leonardo da Vinci, “The Mente” del Romagnosi, “Teodolite” del Tramello, “Obiettivo Terra” del Marcora di Cortemaggiore, “A conti fatti” dell’istituto Volta di Borgonovo, “Carpe Diem” del Mattei di Fiorenzuola, “Chi ne più ne ha…” e www.news dell’istituto comprensivo di Cadeo e Pontenure.
Accanto a loro, gli studenti della Libera Università Guido Carli, che per il terzo anno consecutivo ha scelto di favorire la partecipazione dei propri iscritti al Festival del Diritto.




