Farmaci, aumenta il consumo dei generici
ma ancora troppi pregiudizi e disinformazione

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Farmaci-genericiAumenta a piccoli passi nella nostra città il ricorso ai farmaci generici, ma siamo ancora lontani anni luce dagli standard europei. Eppure, le preoccupazioni in merito alla crescita della spesa sanitaria e la necessità di garantire l’accesso alle cure a tutti i cittadini, dovrebbe aumentare l’interesse nei confronti dei farmaci cosiddetti equivalenti, medicinali di qualità, ma a minor prezzo, che assicurano risparmi notevoli sia al cittadino sia al sistema sanitario nazionale. I risparmi derivati possono essere poi reinvestiti per finanziare nuove e costose terapie. Si spiegano dunque in questo modo gli inserti publiredazionali che le singole Asl, come quella della vicina Parma, affidano alle pagine dei quotidiani locali per informare sui vantaggi  dell’utilizzo del farmaco generico e dissipare la diffidenza che ancora persiste nei loro confronti. “A Piacenza l’aumento della vendita dei medicinali generici è evidente e costante, con un incremento del 3% annuo registrato dal 2011 al 2013 – afferma la presidente di Federfarma Piacenza Paola Rebecchi – Sono anni che noi farmacisti abbiamo l’obbligo di informare i consumatori sull’esistenza del farmaco equivalente, una scelta a vantaggio del risparmio del cittadino e del contenimento della spesa   pubblica”.

Anche l’introduzione dell’obbligo di prescrizione del principio attivo nelle ricette  (e non del nome commerciale del farmaco) –  in vigore da agosto 2012 –sembra funzionare ma non basta ancora. In Emilia Romagna –  secondo i dati più recenti di Assogenerici (risalenti a giugno 2013) – il consumo dei farmaci generici è salito al 29% del totale delle unità vendute, con una diminuzione della spesa netta a carico del Servizio sanitario nazionale, nel periodo gennaio-giugno 2013, del 6,6% rispetto allo stesso periodo del 2012. Siamo però ancora ben lontani dalle medie registrate negli altri Paesi europei, nei quali la percentuale di vendita dei farmaci “senza marca” si attesta tra il 50 e il 90% del totale. Se il consumo di generici si allineasse a quello dell’Unione Europea, secondo il presidente di Assogenerici, i consumatori italiani potrebbero addirittura risparmiare 500 milioni di euro ogni anno e una cifra analoga, ossia 500-600 milioni di euro, potrebbe risparmiarla anche il servizio sanitario nazionale. Tuttavia nel nostro Paese, evidentemente, sussiste ancora un deficit di informazione. Anche l’Asl di Piacenza, sulla sua pagina facebook, ha cercato di fare chiarezza sull’argomento con il post “Farmaci generici tra verità, pregiudizi e disinformazione”. L’orientamento di tutte le nazioni industrializzate – viene spiegato – è quello di stimolare la produzione di farmaci a costi più contenuti, ma che conservino la stessa qualità, efficacia e tollerabilità di quelli utilizzati tradizionalmente. Si è quindi permesso, allo scadere dei brevetti, la produzione di farmaci generici che abbiano, in tutto e per tutto, le stesse caratteristiche dei prodotti originali, nello sforzo di consentire allo Stato di reperire una valida soluzione per continuare a fornire un’adeguata assistenza farmaceutica ai propri cittadini. Ma in Italia si nutrono ancora troppi dubbi sulla qualità e sulla sicurezza dei generici, dubbi che non hanno fondamento e che vanno sfatati. Dal 2006 la legge italiana (Decreto Legislativo 24 aprile 2006 n. 219, articolo 10 comma 5b) impone che il farmaco contenga esattamente la stessa quantità di principio attivo rispetto al farmaco che dovrà sostituire e che abbia la stessa efficacia documentata da studi appropriati.

“Quindi è fuorviante e non corrispondente al vero – ha spiegato Enrico Sverzellati, direttore di Assistenza primaria nel distretto di Ponente – l’affermazione che il farmaco equivalente possa contenere quantità variabili di principio attivo, sino al 20% , rispetto al farmaco di riferimento. Inoltre, come ha detto l’ex Ministro della Salute Ferruccio Fazio, è scientificamente documentato che i generici hanno esattamente lo stesso effetto dei farmaci di marca: non ci sono assolutamente dubbi né sulla loro efficacia né sui loro effetti collaterali. A dimostrarlo – continua categorico Sverzellati -, tanti studi scientifici condotti dalle più autorevoli università del pianeta. Sotto il profilo della qualità e della sicurezza, i farmaci equivalenti offrono risultati analoghi a quelli dei prodotti marchiati di riferimento. I farmaci generici – conclude il direttore di Assistenza primaria – costituiscono una grande opportunità perché consentono cure efficaci a basso costo e hanno determinato la riduzione dei costi anche dei farmaci di marca. Il risparmio derivato ricade a beneficio di tutti, in primis della ricerca di nuove terapie.”

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