Crisi commercio, Struzzola: “Affitti troppo alti”
Confedilizia: “Vive sulle nuvole. Altri i problemi”

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Vivace botta e risposta tra il direttore di Confcommercio Giovanni Struzzola e l’associazione Proprietari Casa sull’annosa questione del caro affitti per i negozi del centro. “Una delle voci che gravano di più sui bilanci dei negozi del centro credo sia rappresentato dagli affitti: insostenibili per il periodo.  – ha lamentato Struzzola sul quotidiano locale in relazione alla continua e inesorabile emorragia di esercizi commerciali in centro storico – Penso sia l’ora di sederci a un tavolo coi proprietari di casa per porre una moratoria sui canoni”.

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Un’uscita irrituale, e quantomeno intempestiva, quella del direttore di Confcommercio, che denuncia l’incertezza sul da farsi di un’associazione che qualcuno definisce in crisi di rappresentatività. Se è vero, infatti, che gli affitti in centro storico sono tradizionalmente più alti di quelli dei negozi in periferia, è anche facilmente riscontrabile, in caso di difficoltà, la tendenza al raggiungimento di un accordo tra proprietario e inquilino, in un momento storico in cui lasciare un negozio sfitto non conviene proprio a nessuno.

Puntuale e piccata arriva, infatti, la risposta dell’Associazione Proprietari Casa-Confedilizia di Piacenza, che in una nota dichiara: “A differenza dei suoi colleghi il direttore Gianni Struzzola – stando alle sue dichiarazioni – non si sa dove abiti, forse sulle nuvole. Ripete il cliché sfatto degli affitti, non essendo a conoscenza della realtà perché forse impegnato a studiare la realtà internazionale: a Piacenza, se un inquilino paga, non c’è dubbio. Il proprietario – come è esperienza comune – non lo lascia andar via, raggiunge sempre un accordo. Dovrebbe lasciare il suo immobile sfitto per pagare anche l’Irpef, come previsto – se il dott. Struzzola ne è a conoscenza – dalla legge di stabilità? Piuttosto, il centro storico è il frutto della cura praticata allo stesso dal Comitato di cui il dott. Struzzola fa parte e nel quale il Comune e altri operatori si rifiutano di ammettere una rappresentanza dei proprietari. I risultati si vedono ogni giorno di più”.

Tagliare fuori dalla cabina di regia sul rilancio del centro storico chi il centro lo vive e lo abita, e non vi passeggia solo il sabato pomeriggio, non è stata forse la mossa più azzeccata.

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